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martedì 28 febbraio 2012

TANGO: DUE CORPI , UNA SOLA ANIMA



Il tango è stato dichiarato ufficialmente patrimonio mondiale dell’umanità dalla sezione dell’Unesco che riconosce a beni “intangibili” l’importanza per la salvaguardia della conoscenza e dell’espressione.

Ma qual è l’origine del tango? Esso nasce in Argentina da un fenomeno di grande impatto sociale come l’immigrazione. Gli europei giungevano in Argentina con il dolore immenso di chi ha lasciato i propri cari e sa che non li rivedrà mai più e questa sofferenza si andò ad incontrare con quella di un’altra figura di emigrante, quella del gaucho che lasciava la provincia per cercare lavoro in città. Da queste due profonde solitudini, nasceva il bisogno dell’incontro. Un bisogno così profondo da esprimersi nel desiderio di abbracciare qualcuno.

Il tango, quindi, come desiderio di rompere la solitudine, sentirsi riconosciuti e vivi: il tango, quindi, come un abbraccio alla vita!

Il tango non è maschio, è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, il cosiddetto "otto", che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione.

Grazie alla precisione con cui sono stabiliti i ruoli nel tango, i ballerini sperimentano le diverse parti di sé, in particolar modo la parte attiva, determinata, solare, maschile e quella ricettiva, lunare, sensibile, femminile..

Perché praticare il Tango? Perché esso migliora la conoscenza di sé stessi attraverso il lavoro esperienziale delle parti maschile e femminile. Inoltre, attraverso il ballo in coppia, aiuta a comprendere mediante il contatto, come poter relazionarsi meglio con l'altra/o.


La Musica guida nella esplorazione delle emozioni. Ascoltando e ballando musiche diverse, si dà ritmo alle sensazioni.
Attraverso il Tango si inizia a lavorare ad uno dei concetti più delicati della vita: la Fiducia. Fiducia significa esplorare anche la sua polarità: la responsabilità. Il Tango si presta in modo illuminante a tale esplorazione con le sue due parti bene definite.

Attraverso alcuni passi specifici di Tango si vede come ci affida agli altri e in che modo ci si assume la responsabilità e si ispira la fiducia altrui. La guida e l’essere guidati nel Tango possono essere metafora della propria modalità che si esprime durante la quotidianità.


Quando si balla il Tango o si ammira una coppia che balla ci sono alcune cose che risultano subito evidenti. La prima è che l’uomo guida: ha la responsabilità di portare la dama in giro per la sala, facendola divertire, stare bene e, allo stesso tempo, controllando tutto ciò che avviene intorno per evitare che sia di ostacolo. La dama segue, ascolta il corpo del compagno, non anticipa i suoi gesti.

La seconda è che, quando una coppia balla bene, si ha l’impressione che si tratti di un corpo solo che si muove come preda di una piccola magia. È come un’anima completa, autosufficiente.

Quando un corpo guida un altro e quando ci si lascia guidare, allora si ha il vero danzare...danzare verso un equilibrio più soddisfacente ed eccitante...sperimentare un abbraccio nuovo e più soddisfacente alla vita!


Il Tango ...

<< Il Tango e' un'espressione diretta di qualcosa che il poeta ha spesso cercato di esprimere con parole: la credenza che una lotta potrebbe divenire una celebrazione >> Jorge Luis Borges

lunedì 13 febbraio 2012

CRISI: LA "SCELTA" FRA IL PRECIPIZIO E LA RETROMARCIA -parte prima



1) DOVE CI TROVIAMO?

L’economia mondiale ha deragliato perché da oltre un ventennio è guidata da piloti in stato di ebbrezza. L’ubriacatura neoliberista: niente Stato, il mercato totalmente libero di seguire l’istinto predatorio. Alla fine l’auto ha sbandato, è finita fuori strada ed è rotolata giù per la scarpata. Ma era prevedibile: quando si guida in maniera spericolata l’incidente è inevitabile.

I giornali hanno imputato la crisi a scelte bancarie azzardate, ma questa è solo l’ultima parte della storia. Se vogliamo capire cosa è successo dobbiamo ripartire dalla globalizzazione.

Siamo a fine anni Ottanta, le multinazionali scalpitano per uscire dai confini nazionali, rivendicano la possibilità di poter collocare i loro prodotti da un capo all’altro del mondo senza vincoli di sorta. Tramano, brigano, sbraitano, e ce la fanno a raggiungere il loro obiettivo, ma poi scoprono che il grande mercato mondiale non esiste: solo il 30-35% della popolazione terrestre ha i soldi in tasca per assorbire i loro prodotti, tutti gli altri sono inutile zavorra. Finisce che tante imprese cercano di contendersi pochi clienti, si lanciano in una concorrenza feroce basata anche sulla riduzione dei prezzi. Alle imprese interessa il profitto, se sono costrette a ridurre i prezzi si ingegnano per ridurre anche i costi, così il lavoro finisce sotto attacco. Nei settori ad alta tecnologia la strategia prescelta è l’automazione, negli altri settori si opta per il trasferimento della produzione nei Paesi a bassi salari. Emerge un nuovo mondo contrassegnato da un Sud affollato da lavoratori in semi schiavitù e un Nord con un crescendo di disoccupati e lavoratori precari malpagati. Il risultato è una classe lavoratrice mondiale più povera, ma i padroni si fregano le mani.
Il che ha due conseguenze.
Prima di tutto l’esplosione della finanza, un effetto dovuto alla sfiducia dei capitalisti nella capacità di vendita del sistema. Il loro ragionamento è semplice: quando la massa salariale scende, le prospettive di vendita si riducono e diventa inutile investire in nuove attività produttive. Meglio buttarsi nella speculazione, l’arricchimento tramite l’azzardo, la compravendita di immobili e titoli, non importa se veri o fasulli. L’importante è stare al tavolo del gioco, portare a casa soldi ad ogni puntata. Poi si vedrà.
La seconda conseguenza è l’esplosione del debito: quando le buste paga si fanno leggere, il rischio è che non si chiuda più il cerchio fra ciò che si produce e ciò che si vende.
Per ritrovare stabilità servirebbe una più equa distribuzione della ricchezza, ma al sistema questa prospettiva non piace: finché può, rinvia la decisione con rimedi tampone, cerca la quadratura del cerchio nell’indebitamento.

A ogni angolo di strada banche, istituti finanziari, concessionarie, supermercati, pronti a offrire a poveri e meno poveri, mutui, acquisti a rate, prestiti al consumo: il sogno di una vita al di sopra delle proprie possibilità a portata di mano. Ovunque le famiglie hanno abboccato.

Col manifestarsi della crisi finanziaria, anche il marcio di fondo è venuto a galla: intere economie si sono inceppate per l’incapacità dei consumi di assorbire la produzione.

Il sistema ha dovuto ammettere lo stato di crisi ed ha chiesto ai governi, gli unici con carro attrezzi adeguati, di intervenire. Con un unico obiettivo: tirare l’auto fuori dalla scarpata e rimetterla in condizione di riprendere la sua corsa.

Per risollevare banche e imprese sono stati stanziati miliardi di euro,a forza di strattoni, probabilmente l’auto verrà tirata su e sarà rimessa in carreggiata. Ma ci sono forti dubbi che possa riprendere a correre perché nel frattempo anche la strada si è gravemente danneggiata: a forza di passarci si sono formate buche ovunque, in molti punti il ciglio è franato, se l’auto pretende di correre si fracasserà.

L’unica possibilità è rallentare, dotare l’auto di ammortizzatori più solidi, mettere alla guida un autista più prudente. Fuor di metafora, le risorse si stanno assottigliando, il clima sta impazzendo, le tensioni sociali si stanno aggravando.

Per evitare il tracollo dovremo passare dall’economia della crescita, all’economia del limite, dall’economia del cowboy all’economia del rispetto, ma anche
dall’economia della precarietà all’economia della sicurezza, dall’economia dell’avidità all’economia della cooperazione. Potremmo chiamarla economia del benvivere ; un’economia equa, sostenibile e solidale, capace di garantire a tutti un’esistenza dignitosa nel rispetto del pianeta.

Una strada da imboccare al più presto perché la doppia crisi, ambientale e
sociale, non ci lascia più tempo.

Continua

"l'Altra via" di Francesco Gesualdi

martedì 7 febbraio 2012

PIN = SIAMO PARTITI NELLA DIREZIONE DELL'ITALIA NUOVA



In questi tempi sta avvenendo uno scollamento tra ciò che è politica e il cittadino.

Attualmente la politica viene vista dal cittadino come qualcosa di estraneo, qualcosa da subire; si subisce l'effetto della politica, non si fa più politica.

Una volta non era così...

Il significato della politica è che io mi sento Stato, io cittadino devo arrivare a sentirmi Stato; questo significa che ogni mio atto è un atto politico.

La politica può essere vista come una via di realizzazione per il cittadino;
io riesco a sentirmi cittadino, riesco a sentirmi qualcuno con una certa responsabilità, se faccio politica, se mi prendo la responsabilità per ciò che accade nel mio paese; perchè la responsabilità è mia, sono io che devo fare politica, non la deve fare qualcun'altro, non la devono fare gli addetti ai lavori.

Gli addetti ai lavori siamo Noi....
perchè se la politica non la faccio io, la politica mi viene a cercare....

La politica non è qualcosa di sporco; e quindi da rifiutare ,

Se scappo dall'atto politico che riguarda il voto, ma anche quello che io faccio nella mia vita quotidiana,

Se io fuggo dalla politica, la politica mi inseguirà...

La politica mi influenza sempre, la politica entra nella mia vita, la politica è quella che mi fa pagare le tasse, che fa i tagli alle pensioni, che allunga l'età pensionabile...

Siamo tutti perseguitati politici perchè non ci prendiamo la responsabilità di fare politica

Ci stanno facendo addosso la politica perche noi ci siamo rifiutati di farla.

Per questo motivo il Partito Italia Nuova dice..... sei tu la chiave!!!

Sei tu che hai la responsabilità della politica!

Sei tu il politico!

Cosa vuol dire il politico?

Una volta era un significato del tutto diverso... il politico era chiunque, non uno che stava lassù; il politico non era una casta. Il politico ero io che andavo in piazza, nell'agorà a votare.

Chiunque di noi può farla e deve farla, perchè altrimenti, se non crediamo più in un valore, se abbiamo perso la capacità di sognare qualcosa,di sognare un'Italia diversa, la politica diventa tecnica , che è la cosa peggiore che può succedere alla politica ed è quello che sta accadendo.

Il governo tecnico è solo una conseguenza di ciò che sta diventando la politica, quando non ci prendiamo la responsabilità di farla, quando ci sono dei leader che non hanno più la capacità di sognare...

Il vero leader è qualcuno che sogna , è uno che ha una visione, qualcuno che vede l'Italia fra 50 anni; questo è un leader.

Se non abbiamo più leader di questo tipo, l'Italia non ha più una direzione ed allora deve rifuggiarsi nella tecnica, allora abbiamo dei politici che stanno a guardare cosa fanno i mercati per prendere le decisioni; abbiamo i politici succubi della borsa, delle banche.

Se non governiamo noi cittadini, governano le banche; è una conseguenza....è quello che sta accadendo.

Non è colpa di qualcuno, non c'è qualcuno che ci sta fregando,siamo noi che ci stiamo fregando nel momento in cui non prendiamo la responsabilità di fare politica, ognuno di noi.

OGNUNO DI NOI DEVE FARLO, altrimenti avviene questo scollamento.

Una nazione deve avere dei leader che danno una direzione ....

Avere dei leader vuol dire avere dei sognatori...

I nostri politici non sognano, non sognano più.... anzi tremano di fronte a quello che fanno i mercati, fanno i conti, sono dei ragionieri.

Non si possono avere leader ragionieri

I Leader devono essere dei filosofi, dei grandi sognatori.

La responsabilità è nostra perchè siamo noi che abbiamo proiettato questi leader al governo; noi abbiamo perso questa capacità di sognare...tutto ciò dipende da noi.

Se noi ritroviamo questa capacità al nostro interno, se diventiamo politici e non sto parlando di quelli che si candidano , ma di tutti, allora la situazione cambierà.

Sono idee che voi potete divulgare intorno a voi, per strada...

Dite alle persone di diventare politici, perchè se diventano politici, cambiano i leader.

Se le persone si illuminano, i leader non possono che essere illuminati...

Se le persone sono schiave, i leader non possono che essere schiavi...

Abbiamo dei padroni che in realtà sono schiavi loro stessi, sono schiavi della BCE perchè noi siamo schiavi

Per questo dobbiamo prenderci la responsabilità, per questo siamo noi la chiave..

Devo io diventare padrone di me stesso, devo io essere Re di me stesso.

Se io non prendo questa responsabilità, non posso proiettare in alto qualcuno che mi governa che è responsabile

Loro sono una gigantografia di ciò che noi siamo

Non c'è da dare nessuna colpa ai leader che ci sono oggi in Italia o quelli che ci sono stati

Hanno rispecchiato ciò che è l'uomo medio, dell'incapacità di responsabilizzarsi dell'uomo medio in Italia

Quando io acquisisco questa responsabilità nella mia vita, allora non posso far altro che andare a cercare e pretendere dei leader che abbiano la stessa responsabilità

Fin quando sono qualcuno che mira solo a sopravvivere, solo a mantenere vivo il suo piccolo giardino, in cui è sufficiente che mi diano un pò di pensione, che riesca a comprare il cellulare(non mi interessa altro, chi se ne frega della politica),cosa mi posso aspettare che sia la politica?

Se io sono così, e milioni di cittadini sono fatti così nel pensare solo alla propria sopravvivenza e vanno a votare solo pensando di guadagnare qualcosa loro,

sono pensionato e vado a votare chi aumenta le pensioni
sono operaio e vado a votare chi mi promette di difendere gli operai
sono imprenditore e vado a votare chi mi promette di difendere gli interessi degli imprenditori

Chi ci sarà al governo secondo voi?

"qualcuno che difende la sua categoria", no qualcuno che difende me che l'ho votato....qualcuno che non sarà altro la gigantografia di ciò che sono io

Perciò lui al governo difenderà se stesso, la sua categoria, la sua casta e la responsabilità è mia.

Se io vado a votare in modo completamente diverso, con una coscienza completamente diversa, sapendo di essere io la chiave... vado a votare per il bene del paese...

Siete mai andati a votare per il bene del paese? non il vostro e non della vostra categoria?

Andare a votare affinchà la nazione sia una nazione migliore, anche se chi sto votando magari non favorirà la mia categoria... ma vado a votare avendo dentro la volontà di fare il bene del paese


Allora succederà che se milioni di persone vanno a votare con questo sentimento, al governo ci sarà qualcuno che farà la volontà del paese e non più il suo e della sua casta

E' una legge di proiezione

"Al governo c'è ciò che noi siamo"

Il governo ci fa vedere ciò che noi alla fine siamo

Discorso di Salvatore Brizzi "I Assemblea Nazionale Partito Italia Nuova"

A cura di Francesco Artesi

lunedì 6 febbraio 2012

ALCHIMIA TRASFORMATIVA PARTE TERZA



NOI CREIAMO LA NOSTRA REALTA'

“Nella fisica atomica lo scienziato non può assumere il ruolo di osservatore distaccato e obbiettivo, ma viene coinvolto nel mondo che osserva al punto di influire sulle proprietà degli oggetti osservati ”
Fritjof Capra, Il Tao della fisica

“L'osservatore modifica l'oggetto osservato”

La lezione di oggi non è frutto di speculazioni mistico/spirituali bensì di ragionamenti filosofici rigorosi avvalorati da risultati scientifici ottenuti nel corso della prima metà del '900 grazie al lavoro di molti fisici quantistici

Per chi voglia approfondire l'aspetto scientifico consiglio il documentario sulla fisica quantistica reperibile su youtube

-What the bleep do we know? (Italiano)
– La matrix divina (Italiano)

Una zanzara attraverso i suoi piccoli sensi percepisce un universo completamente differente dal nostro sia per quanto riguarda le forme, che i colori. Se vivessimo nel suo mondo probabilmente non lo riconosceremmo mai come lo stesso che possiamo osservare voi ed io. Eppure questa sua realtà non è meno veritiera della nostra.

Ogni specie animale percepisce l'universo in maniera differente.
I cani e i gatti hanno una capacità molto bassa di distinguere i colori
I pipistrelli percepiscono gamme di colori e suoni che noi non percepiamo ( infrasuoni)

Ogni specie crea una realtà diversa a seconda a seconda della struttura fisica attraverso cui percepisce il mondo e, per quella specie, la sua realtà e l'unica Realtà possibile.

Noi esseri umani siamo egocentricamente convinti che la realtà costituita dalle forme e dai colori che siamo in grado di percepire attraverso il nostro cervello non sia interamente costruita da noi ma rappresenti qualcosa di oggettivo, cioè esistente in un mondo “là fuori” e pensiamo che la zanzara colga in maniera limitata questa stessa realtà.... la quale resta comunque oggettiva

La realtà della zanzara possiede pari diritto della nostra e quindi nessuno ha la capacità di vedere le cose oggettivamente proprio perchè una realtà oggettiva non esiste ossia una realtà che sta al di fuori di noi.
Crediamo ad esempio che gli alberi esistano oggettivamente nella forma in cui li vediamo noi e che una zanzara o un bruco non li vedano allo stesso modo, solo in quanto non possiedono i nostri stessi organi. Rimaniamo legati all'idea che l'albero come lo vediamo noi debba esistere comunque oggettivamente , al di là di chi lo percepisce.
Non riusciamo ad ammettere che “là fuori” non c'è nessun albero che esiste di per sé, cioè al di là del nostro apparato di percezione.
(l'albero letteralmente non esiste al di fuori di noi) ( es la zanzara percepisce solamente differenti forme di calore)

Ognuno dei differenti esseri della natura crea un mondo diverso a seconda dello strumento che utilizza per guardare.
Il cervello umano si limita ad interpretare delle onde/particelle – dell'energia- creando le forme tridimensionali e i colori.
Attraverso il nostro apparato psicofisico creiamo una bolla di realtà.

Percepiamo le forme, i colori e i suoni in maniera unica – diversa da quella di ogni essere umano- perchè scrutiamo la realtà attraverso un cervello che è diverso da quello di chiunque altro : la vibrazione del colore rosso verrà percepito con sfumature diverse a seconda dei cervelli che lo percepiscono.

Per quanto riguarda gli aspetti intellettuali ed emotivi le differenze fra i singoli uomini si fanno evidenti.
Risulta chiaro che dormiamo dentro personali bolle emotive e bolle mentali così diverse da produrre mondi talvolta anche molto distanti tra loro.

Non siamo mai svegli alla misteriosa realtà unica che sottostà alle differenti interpretazioni
Completare un percorso alchemico significa realizzare l'Uno onnipervadente che dimora alla base delle nostre personali proiezioni.

Ciò che per uno è bello, per un altro è brutto
Ciò che a uno sembra giusto, per un altro pare invece sbagliato
Una situazione piacevole per qualcuno è fastidiosa per chi gli sta accanto
Se di fronte a un bambino che strilla un uomo si irrita mentre un altro invece si intenerisce, non è forse segno che stiamo vivendo in mondi completamente differenti?
Per esempio quando interpretiamo la realtà come una incessante lotta per la sopravvivere, siamo sicuri di stare esprimendo una verità che è indipendente da noi?
Secondo questa convinzione se noi morissimo, la vita resterebbe comunque una grande lotta per la sopravvivenza, perchè è così in se stessa. Non ci sfiora nemmeno il dubbio di stare colorando la realtà con la nostra personale sfumatura.

Tutte le incomprensioni e i fraintendimenti non nascono forse dal fatto che ognuno di noi parla e ascolta secondo i canoni interpretativi del suo mondo privato?
Nell'addormentamento ognuno interpreta i fatti secondo una sua personale allucinazione mentale. Crediamo di condividere la stessa realtà, invece ognuno vive chiuso nel suo mondo, esattamente come accade dentro un sogno.
Questo concetto sta alla base dell'impossibilità di comunicare realmente con gli altri, perfino con il partner. In tale situazione la malcomprensione rappresenta la norma: veniamo fraintesi e fraintendiamo gli altri. La malcomprensione non può che rappresentare la norma fra individui dalle coscienze addormentate
Attraverso i nostri sensi, le nostre emozioni, e i nostri pensieri ci inventiamo un mondo di sogno che è strettamente personale; esso è simile a quello degli altri solo nella misura in cui i nostri sensi, le emozioni che proviamo e i nostri modi di pensare sono simili a quelli di tutti gli altri.

Tutto ciò che vediamo è unicamente una proiezione della nostra particolare struttura psicofisica. In pratica proiettiamo all'esterno sempre solo noi stessi
Ognuno di noi dorme nella sua bolla di realtà e si crea un mondo onirico personale, che rispecchia le sue emozioni interiori e i suoi modi di pensare.

Se io penso e credo che il mondo è malvagio e la gente è egoista sto proiettando all'esterno parti di me che si trovano all'interno e a prescindere dal comportamento esterno noi lo interpreteremo come malvagio ed egoistico dando così conferma alla nostra bolla di realtà.

Se il mondo esterno è una nostra proiezione, allora trasformando noi stessi deve essere possibile modificare l'ambiente che ci circonda.
Lavorando al nostro interno – ambula ab intra (= muoviti verso l'interno) dicono gli insegnamenti alchemici – possiamo cambiare gli eventi esterni.

Che la coscienza può agire sulla materia è ormai accertato anche dalla scienza ufficiale. Citerò a tal proposito gli esperimenti con i cristalli d'acqua condotti dal dottor Masaru Emoto, un medico ricercatore giapponese. Nel suo libro 'I messaggi dell'acqua' vengono presentate interessanti fotografie di cristalli che si formano nell'acqua quando questa viene sottoposta a dfferenti stimoli esterni.

L'acqua esposta a musica classica forma cristalli più belli e ordinati rispetto a quelli risultanti dall'esposizione a musica heavy metal. Poi Emoto ha incollato ad alcune bottiglie piene d'acqua delle etichette che esprimevano emozioni. L'acqua con l'etichetta Amore creava cristalli con forme geometriche molto belle al contrario dei cristalli dalle forme brutte e disarmoniche dell'acqua con etichette che esprimevano odio o sofferenza.

Quest'ultimo risultato indica che la sola idea, anche quando non viene espressa verbalmente attraverso un suono, agisce sulla materia circostante.
Se i pensieri possono influenzare l'acqua..... allora possono agire anche su tutto il resto.

IN SINTESI

1) Nessuno ha la capacità di vedere le cose oggettivamente
2) Nulla esiste 'là fuori' di per sé, cioè al di là del nostro apparato di percezione
3) Tutto ciò che vediamo è una proiezione all'esterno di noi stessi
4) Completare un percorso alchemico significa risvegliarsi alla realtà unica che sottostà le diverse interpretazioni
5) Trasformando noi stessi modifichiamo l'ambiente che ci circonda
6) Noi creiamo la nostra realtà

CONTINUA

TRATTO DA "OFFICINA ALKEMICA" DI SALVATORE BRIZZI

giovedì 2 febbraio 2012

TEMPI DI LUCE



“COME IN ALTO COSI' IN BASSO, COME SOPRA COSI' SOTTO”

La “scienza dello spirito”, le filosofie e i percorsi sapienziali di ogni tempo, ci insegnano che quello che accade a livello fisico è stato messo in moto prima sui livelli del pensiero e delle emozioni.
E quello che accade a livello globale, è riflesso di quello che accade a ciascuno di noi:

“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della cosa una” (Hermes Trismegistus).

L’umanità vive sommersa in una grande nube di emozioni automatiche e di pensieri distruttivi, e l’inquinamento planetario è l’inevitabile riflesso dell’inquinamento emotivo e mentale prodotto da tutti gli uomini...

Un pensiero non è solo un pensiero, è un aggregato di energia che ha forma e attributi qualitativi, e dovremmo sempre vigilare su questi nostri “figli” a cui diamo vita giorno dopo giorno…

Ogni volta che “incontriamo” l’inquinamento... nel traffico in città, quando facciamo il bagno in mare e ci accorgiamo delle acque poco pulite, quando facciamo un pic-nic nel bosco e finiamo in aree usate impropriamente a discarica… chiediamoci:
In che modo abbiamo contribuito a questo inquinamento? Ci sono aree nella nostra esistenza dove stiamo producendo un qualche inquinamento, ad un qualche livello? Dove o in che modo abbiamo scelto di avere un presunto vantaggio individuale e temporaneo, a discapito di un benessere collettivo e/o a lungo raggio?

TUTTO CIO' CHE ESISTE E' PER IL BENE DELL'ANIMA

Il messaggio dei Maestri è chiaro: nulla ci viene dato che non possiamo affrontare. Questo significa che per quanto grande sia la tragedia o la situazione che abbiamo davanti, in noi esistono gli strumenti per modificarla e trarne esperienza costruttiva.

Patanjali afferma: “tutto ciò che esiste è per il bene dell’Anima”, cioè la vita ha come scopo lo sviluppo della coscienza e della capacità di amare. E’ quest’ottica che dovremmo sempre tener presente dentro di noi.

OGNUNO DI NOI E' IMPORTANTE

Dunque, di fronte a quello che sta accadendo a livello planetario, come di fronte a qualunque situazione, dobbiamo rimanere saldi e chiederci sempre “Come posso porre rimedio?”, consapevoli che per trovare la “risposta” occorre mantenere alto il nostro “stato vibratorio” e non cadere nella paura (che fa solo il gioco delle “forze oscure”…)

Questi sono tempi di profonda trasformazione, e nonostante le crisi e le catastrofi, sono veri e propri tempi di luce che ci testimoniano in maniera sempre più manifesta che è in atto uno scontro tra il vecchio e il nuovo mondo emergente.

E tutti noi siamo chiamati in causa! Non siamo vittime... siamo parte attiva di questo processo!!

Credo che una delle “lezioni” sia proprio questa: realizzare che come umanità unita abbiamo una forza enorme... Cosa ci viene chiesto da questo mondo pieno di conflitti ma anche di tante luci? ci viene chiesto di realizzare la coscienza di gruppo, che sia ecologica sotto tutti i punti di vista, dall’impatto con l’ambiente ai rapporti con le persone...
E per realizzare ciò si parte – come sempre – da ciascuno di noi:
chiunque, nel suo piccolo, nella sua quotidianità, può battersi per i giusti rapporti umani a partire da se stesso e da ciò che incontra nel proprio percorso... e affermando se stesso in modo etico, contribuisce di riflesso ad affermare nuovi valori a livello globale.

“Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti,sognavo di cambiare il mondo. Come divenni più grande e più saggio, scoprii che il mondo non avrebbe potuto essere cambiato, così ridussi la mia visione e decisi di cambiare solo il mio paese, ma anche questo sembrava essere inamovibile.
Come crebbi, al crepuscolo della mia vita, in un ultimo disperato tentativo, decisi di cambiare solo la mia famiglia, quelli più vicino a me. Ma anche questi non volevano niente di tutto ciò. E ora, che sono legato al mio letto di morte, capisco che se solo avessi cambiato per primo me stesso, forse, con l'esempio, avrei potuto cambiare la mia famiglia. Dalla loro ispirazione e con il loro incoraggiamento avrei quindi potuto cambiare in meglio il mio paese. E chi lo sa, avrei potuto forse cambiare il mondo”.
(dalla tomba di un Vescovo dell'Abbazia di Westminster)

UN VASTO RISVEGLIO SPIRITUALE

Non dimentichiamo, inoltre, che l'uomo non è il centro dell'universo né il suo governatore: Coscienze più grandi e potenti governano il Sistema Solare, in base a leggi che regolano la Vita... e che, se infrante, ci servono il conto... Ma questo significa solo che ci troviamo ogni volta faccia a faccia con le conseguenze delle nostre azioni... la Vita continua sempre e comunque: essa ci offre la possibilità di sviluppare maggiore coscienza e quello di cui siamo “padroni” è nel cogliere o meno questa opportunità...

Comunque è innegabile che ci sia anche un vasto risveglio spirituale di carattere planetario!! Nuovi valori, nuove esigenze, si affacciano sulla scena delle relazioni personali e collettive, grazie alle persone di buona volontà sparse in tutto il mondo e in ogni settore!!

Come è facile capire (...), i “giochi” si stanno facendo proprio in quest’epoca, così ciascuno di noi è chiamato a fare una scelta... Non c’è più tempo per rimandare, per essere indecisi, per delegare ad altri quello che ciascuno di noi deve fare nella propria esistenza... In ogni settore della vostra vita, scegliamo di essere etici, scegliamo di pensare alle conseguenze delle nostre azioni, scegliamo di servire l'Amore... scegliamo di essere parte di questo risveglio!!

Tratto da articoli vari estrapolati dalla rete