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sabato 29 gennaio 2011

ALCHIMIA TRASFORMATIVA PARTE SECONDA

Perchè soffriamo?

E cosa possiamo fare per smettere di soffrire?

Perchè la nostra vita è piatta e insoddisfacente oppure piena di problemi, ansie, fastidi, delusioni rabbie e paure?

Perchè non viviamo quotidianamente immersi nell'appagamento, nell'amore e nella gioia?


Gli antichi insegnamenti dell'Alchimia forniscono una risposta chiara: soffriamo perche' non vediamo la realtà

La realtà che si trova oltre l'illusione nella tradizione cristiana viene chiamata”il Regno dei Cieli”

E' un mondo di felicità, soddisfazione, serenità e... immortalità.

Quando entriamo nel regno squarciamo il velo dell'inganno e viviamo immersi nell'amore 24 ore su 24.

Tuttavia pare che un vero e proprio muro ci separi da quella realtà, impedendoci così di godere dei tesori che vi si trovano .

Nel corso della trattazione chiameremo “emozioni negative” tutte quelle manifestazioni del carattere umano che ci causano sofferenza: rabbia, fastidio, gelosia, depressione, senso del possesso, senso di inadeguatezza senso di impotenza...

Queste sono le figlie dell'illusione, le teste dell'Idra.

Il vangelo dice che non abbiamo occhi per vedere, né orecchie per sentire

Nelle scritture indù si parla del velo di maya che nasconde la realtà agli uomini

Tutti i santi, i profeti e i guru del passato e del presente dopo aver avuto accesso a un nuovo stato di coscienza (il regno) descrivono il nostro mondo come un luogo perfetto e colmo dell'amore di Dio.

Il regno dei cieli non è un posto fisico ma uno stato di coscienza a partire dal quale è possibile cogliere la realtà in tutto il suo autentico splendore.

Stando a quanto ci dicono coloro che hanno aperto gli occhi viviamo tutti su un pianeta meraviglioso.

Perchè allora noi vediamo un mondo pieno di difficoltà e di ingiustizie?

Possiamo cominciare a ipotizzare che la causa del nostro disagio risieda in un difetto di percezione: guardiamo la realtà attraverso occhiali con lenti deformate e ciò che osserviamo ci fa spesso soffrire.

Fino a quando il nostro equilibrio interiore resta vincolato alla speranza che il partner non ci abbandoni o non ci tradisca allora non possiamo conquistare una felicità incondizionata, per il semplice motivo che il partner può andarsene o tradirci.

Se la nostra serenità è vincolata al fatto che possiamo contare su un posto di lavoro sicuro allora non è pensabile che conquistiamo una serenità incondizionata per il semplice motivo che un giorno possiamo essere licenziati.

Se continuiamo a delegare agli eventi esterni il nostro benessere resteremo per sempre schiavi delle circostanze.

Possiamo continuare a vivere sperando che il partner non ci abbandoni, che nessuno ci rapini per strada, che non accada niente di brutto ai nostri parenti e che l'azienda per cui lavoriamo abbia sempre bisogno di noi. Oppure possiamo fare qualcosa per prendere in mano la nostra felicità e renderla inamovibile.

E' indispensabile che le persone sappiano che ogni essere umano può restare in uno stato di innamoramento verso la vita anche dopo un abbandono o una disgrazia.

L'alchimia ha sempre posseduto la chiavi per operare questa trasmutazione interiore e fare si che acquisiamo la capacità di vivere costantemente nella magnifica realtà del regno, pur senza ignorare o rifiutare i problemi della materialità, bensì affrontandoli e convertendoli. Qui è la soluzione di ogni problema esistenziale.

Il Regno è intorno a noi, proprio in questo momento, in questo posto, ma un velo ci impedisce di coglierlo.

NOTE

In questo corso viene ribaltata per intero la normale concezione della realtà che di norma noi percepiamo come un mondo pieno di brutture. Questa limitante visione ci è stata inculcata nel corso del processo di edu-castrazione a cui siamo stati sottoposti sin da piccoli.

(Ogni essere umano durante la fase dell'infanzia e dell'adolescenza viene edu castrato all'interno di apposite aule scolastiche affinche possa scivolare docilmente nell'ingranaggio del produci-consuma-crepa dimenticando la sua natura di invincibile guerriero dello spirito)

Il presente corso spiega cosa fare per andare oltre il velo, smettere di provare sofferenza e divenire uomini realizzati utili all'evoluzione dell'umanità.

Questo è il compimento dell' OPUS MAGNUM : La Grande Opera


COSA CERCAVANO GLI ALCHIMISTI?

“Vinca dunque la perseveranza, perchè se la fatica è tanta il premio non sarà mediocre. Tutte le cose preziose sono poste nel difficile.

Stretta è spinosa è la via della beatitudine; gran cosa forse ne promette il cielo”

Giordano Bruno, La cena de le ceneri


L'alchimia percorre trasversalmente l'esoterismo cristiano, i rosa+croce, la massoneria, l'esoterismo ebraico, la kabbalah e quello islamico – il sufismo- tutti strettamente legati fra loro quanto a scopi e metodi per ottenerli.

Tommaso d'Aquino, Pico della Mirandola, Paracelso, Giordano Bruno, Francis Bacon, Jacob Bohme, Isaac Newton, Conte di Saint Germain, Alessandro Conte di Cagliostro, Douglas Baker, Georges Gurdjeff.... sono solo alcuni fra i nomi più noti dell'Alchimia

Cosa cercavano gli alchimisti che nel corso dei secoli hanno dedicato la loro vita all'Opera?

Perchè studiosi e scienziato di tale intelligenza si sarebbero applicati tenacemente in un lavoro così lungo e meticoloso che richiede costante impegno quotidiano se non fossero stati guidati dalla ferma convinzione di ottenere qualcosa di indicibilmente prezioso?

Non inseguivano certo una ricchezza materiale – che tutti sappiamo quanto sia soggetta alle circostanze esterne- ma un genere di appagamento eterno e incondizionato, uno stato di felicità non più legato alla situazione materiale: la liberazione finale.

L'oro ci può essere rubato

la casa ci può andare distrutta

La ragazza ci può lasciare

Lo stesso corpo può morire


ma c'è uno stato di coscienza colmo di beatitudine che una volta raggiunto non ci può essere tolto, nemmeno con l'estinzione del corpo.

Gli alchimisti chiamarono questo stato interiore:

il Lapis Philosophrum, la pietra dei filosofi.


Guardiamoci dentro: Cosa cerchiamo in realtà tutti noi?

Un numero con tante cifre sul conto in banca o la tranquillità e la sicurezza che derivano dal possederlo?

Noi cerchiamo la felicità, il benessere incondizionato e questa ricerca muove tutte le nostre azioni.

Il problema è che fino a quando penseremo che tale benessere può essere raggiunto cambiando le condizioni esterne... esso ci sfuggirà all'infinito, camminerà sempre di un passo davanti a noi.

E' indispensabile capire che un abbondante conto in banca e la tranquillità che origina in noi dal sapere di averlo, sono due elementi separati: possiamo avere la seconda pur in assenza del primo !

Nel momento in cui riusciamo a riprodurre in noi quella stessa tranquillità interiore - la certezza incrollabile che avremo sempre il denaro che ci serve- non è più necessario che ci affanniamo ad accumulare soldi sul conto in banca.

Con questo non intendo dire che non saremo più interessati al denaro o che troveremo inutile continuare a lavorare, ma solo che la nostra attenzione sarà rivolta a modificare uno stato di coscienza anziché concentrarci nel tentativo di cambiare l'aspetto materiale.

Il risultato sarà che le condizioni esterne si adegueranno a questo nuovo stato di serenità interiore

(consiglio lettura de “I segreti della Mente Milionaria di T. Harv Eker: pensare da ricchi per diventare ricchi)

Quando entriamo nel regno ci accorgiamo che la gioia dell'innamoramento è slegata dalla presenza di un particolare partner o dal verificarsi di una certa situazione esterna. Tuttavia questo amore viene glorificato ed esaltato attraverso mille sfumature, proprio grazie ai diversi rapporti che stabiliamo con l'amato, i figli, i colleghi di lavoro....

Vi sto dicendo che è possibile muoversi nel mondo con la tranquillità interiore di un ricco petroliere, pur non possedendo il suo denaro.

Vi sto dicendo che è possibile agire quotidianamente nella serenità e nella gioia anche dopo aver saputo che il nostro partner si è innamorato di un'altra persona.

Vi sto dicendo che è possibile sentirsi potenti e invincibili pur non possedendo armi e non avendo studiato arti marziali.

Questo è rivoluzionario!

E' un ribaltamento del comune modo di considerare la realtà!

Questo è ciò che gli alchimisti cercavano!

Per giungere a tale traguardo non è necessario sottoporsi a un lavaggio del cervello né partecipare a corsi incentrati sul pensiero positivo o sul rafforzamento dell'autostima. Questi sono metodi che mirano a farci accettare come bello ciò che in verità nel profondo continuiamo a ritenere brutto.


PRIMO INSEGNAMENTO ALCHEMICO - CAUSA ED EFFETTO-


Guardiamoci dentro: Cosa cerchiamo in realtà tutti noi?

Un numero con tante cifre sul conto in banca o la tranquillità e la sicurezza che derivano dal possederlo?

Noi cerchiamo la felicità, il benessere incondizionato e questa ricerca muove tutte le nostre azioni.

Il problema è che fino a quando penseremo che tale benessere può essere raggiunto cambiando le condizioni esterne... esso ci sfuggirà all'infinito, camminerà sempre di un passo davanti a noi.

E' indispensabile capire che un abbondante conto in banca e la tranquillità che origina in noi dal sapere di averlo, sono due elementi separati: possiamo avere la seconda pur in assenza del primo !


Nel momento in cui riusciamo a riprodurre in noi quella stessa tranquillità interiore - la certezza incrollabile che avremo sempre il denaro che ci serve- non è più necessario che ci affanniamo ad accumulare soldi sul conto in banca.

Con questo non intendo dire che non saremo più interessati al denaro o che troveremo inutile continuare a lavorare, ma solo che la nostra attenzione sarà rivolta a modificare uno stato di coscienza anziché concentrarci nel tentativo di cambiare l'aspetto materiale.

Il risultato sarà che le condizioni esterne si adegueranno a questo nuovo stato di serenità interiore

(consiglio lettura de “I segreti della Mente Milionaria di T. Harv Eker: pensare da ricchi per diventare ricchi)

Quando entriamo nel regno ci accorgiamo che la gioia dell'innamoramento è slegata dalla presenza di un particolare partner o dal verificarsi di una certa situazione esterna. Tuttavia questo amore viene glorificato ed esaltato attraverso mille sfumature, proprio grazie ai diversi rapporti che stabiliamo con l'amato, i figli, i colleghi di lavoro....

Vi sto dicendo che è possibile muoversi nel mondo con la tranquillità interiore di un ricco petroliere, pur non possedendo il suo denaro.

Vi sto dicendo che è possibile agire quotidianamente nella serenità e nella gioia anche dopo aver saputo che il nostro partner si è innamorato di un'altra persona.

Vi sto dicendo che è possibile sentirsi potenti e invincibili pur non possedendo armi e non avendo studiato arti marziali.

Questo è rivoluzionario!

E' un ribaltamento del comune modo di considerare la realtà!

Questo è ciò che gli alchimisti cercavano!

Per giungere a tale traguardo non è necessario sottoporsi a un lavaggio del cervello né partecipare a corsi incentrati sul pensiero positivo o sul rafforzamento dell'autostima. Questi sono metodi che mirano a farci accettare come bello ciò che in verità nel profondo continuiamo a ritenere brutto.


CAUSA ED EFFETTO

Il problema nella mente comune è nell'aver confuso la causa con l'effetto.

Noi non siamo ricchi perchè abbiamo tanti soldi, ma abbiamo tanti soldi perchè siamo ricchi.

Dobbiamo arrivare a produrre in noi il Lapis Philosophorum, cioè uno stato di gioia incondizionato , un tesoro interno. Questo ci farà essere come re Mida: tutto ciò con cui la nostra coscienza entrerà in contatto si trasformerà in Oro/gioia.

Di norma pensiamo che ci sentiremo ricchi quando avremo vinto alla lotteria, vivremo felici quando incontreremo la persona giusta per noi, ci rilasseremo quando finalmente saremo riusciti a cambiare lavoro, ci sentiremo appagati quando avremo ottenuto una certa fama; saremo più sereni quando quel parente o quell'amico prenderà la decisione di fare quella cosa a cui tanto teniamo.

Niente di più sbagliato!

Quando avremo raggiunto un determinato traguardo ci renderemo conto che la vera felicità non è ancora venuta a trovarci.

Ma a quel punto invece di iniziare a cambiare qualcosa dentro noi stessi, ci porremo l'ennesimo traguardo pensando che quando approderemo a quello... allora si che finalmente avremo ottenuto la felicità.

Spesso diciamo:

“Se i fatti non si fossero svolti in quel modo adesso non soffrirei così”

“Se non avessi vissuto una infanzia disagiata adesso non avrei questi problemi”


Queste frasi firmano la nostra condanna all'infelicità per il semplice motivo che i fatti ormai si sono svolti in quel modo e la nostra infanzia è stata quella che è stata.

L'unica speranza che ci rimane è di trovare una gioia indipendentemente dagli eventi esterni, siano essi passati presenti o futuri.


“Se avessi più soldi sarei felice”

“se trovassi un compagno sarei felice”

“Se non fossi così timido sarei felice”


C'è sempre qualcosa che non va nella nostra vita.

Un diffuso senso di insoddisfazione che ci segue come un'ombra.

C'è sempre un elemento che ci separa dalla perfezione... e quindi dalla gioia di vivere.

Deleghiamo la nostra felicità al verificarsi di eventi esterni.


Fortunatamente la causa della nostra felicità non deriva dall'esterno.

Noi possiamo essere felici qui e ora senza alcuna motivazione esteriore.


Questo non può essere il risultato di un'imposizione mentale bensì solo la conseguenza della naturale percezione della realtà.


In conclusione

Pensiamo che proveremo amore solamente quando incontreremo una certa persona: la persona giusta per noi. Ebbene stiamo di nuovo confondendo la causa con l'effetto. E' solo quando saremo pieni d'amore interiormente che l'amore degli altri pioverà su di noi.

Crediamo che ci sentiremo potenti quando avremo raggiunto una certa posizione nella società. Invece è proprio quando avremo sviluppato la potenza interiore conseguenza del riuscire a percepire la nostra immortalità che potremo svolgere un ruolo di una certa rilevanza per la nazione o per il pianeta.

Se ci sentiamo ricchi interiormente questa nostra ricchezza si rifletterà nella situazione esterna ( Chi si sente ricco assume un atteggiamento di ricchezza, tale ricchezza è indipendentemente dalla quantità di denaro posseduta poiché anche chi ha tanti soldi può sentirsi povero)

La ricchezza interiore è la soluzione a ogni problema legato ai soldi.

Gli alchimisti miravano a trasmutare il piombo in oro cioè a trasformare se stessi proprio per ottenere questo genere di ricchezza inesauribile.

L'innamoramento, la ricchezza, la potenza, la sicurezza sono qualità che possono essere sviluppate attraverso un percorso alchemico evitando così di continuare a elemosinarle da persone e circostanze esterne a noi

Come conseguenza la realtà che ci circonda non potrà che riflettere i nostri mutamenti interiori.

Qui sta la chiave per il cambiamento del mondo.

“Cambia il mondo cambiando te stesso”


Da "Officina Alkemica" di Salvatore Brizzi

CONTINUA













sabato 22 gennaio 2011

ALCHIMIA TRASFORMATIVA PARTE PRIMA


“L'ALCHIMIA COME VIA PER LA FELICITA' INCONDIZIONATA"


INTRODUZIONE

Come posso ottenere una felicità incondizionata?

Questa è la domanda a cui tutte le domande in fondo conducono.
Qualunque cosa chiediamo non stiamo chiedendo che questo.

A noi sembra di stare cercando un posto di lavoro, un compagno di vita, più denaro sul conto in banca, un hobby per il tempo libero o una nuova meta per le vacanze; ma non è così...e lo sappiamo bene. Stiamo sempre solo formulando la domanda delle domande:
Come posso ottenere una felicità incondizionata?

I monaci buddisti ci dicono che per entrare nella beatitudine dobbiamo meditare fino ad ottenere il nirvana.
Gli yogi indù ci dicono che noi siamo già Brahman -l'Assoluto- e che ogni sofferenza è illusoria.
I santi cristiani ci dicono che per essere felici dobbiamo aprire il nostro cuore, amare i nostri nemici e servire Dio.

Però quando il nostro partner ci annuncia che ha deciso di lasciarci, dimostriamo una capacità di gestire le emozioni simile a quella di un maiale che viene trascinato al macello!!!

Tutti gli insegnamenti spirituali mirano, di norma, a condurre progressivamente il discepolo in uno stato di coscienza superiore,all'interno del quale la sofferenza non è più presente.
Tale condizione viene indicata con diverse espressioni: la realizzazione del sé supremo, il Nirvana, l'Illuminazione, l'apertura del cuore...

Questo naturalmente è il traguardo verso cui tende anche l'Alchimia , conosciuta in passato come Ars Regia. Ma c'è da dire che in più il percorso alchemico, a differenza di altre vie, ci fornisce degli strumenti che possono mutare già da oggi il nostro modo di rapportarci ai problemi della vita.

Il comune praticante spirituale pur avendo cominciato a percorrere una via che un giorno lo porterà alla “liberazione finale” viene lasciato inerme di fronte alle piccole e grandi sofferenze che inevitabilmente si presentano lungo il suo cammino.

L'Alchimia offre uno strumento per lavorare direttamente sul dolore, sul disagio e sull'insoddisfazione, al fine di distaccarsi da essi e trasmutarli.
Gli alchimisti tramandano un insegnamento pratico che può cominciare a cambiare la nostra vita da oggi, se solo noi lo vogliamo veramente... il che non è così scontato.

L'Ars regia può essere divisa in due sentieri: Alchimia inferior e Alchimia superior

Sul sentiero dell'Alchimia inferior lavoreremo alla trasmutazione delle nostre emozioni negative – quelle per intenderci che ci procurano sofferenza – in emozioni superiori- quelle per intenderci che ci procurano gioia.
Questo permetterà alla nostra coscienza di identificarsi prima con l'Anima e poi, proseguendo nell'opera con lo Spirito.

Sul sentiero dell'Alchimia superior detta anche ars brevis lavoreremo invece con la sperimentazione diretta della gioia dell'anima senza dover prima passare attraverso la trasformazione della sofferenza, ma utilizzando come mezzi evolutivi l'intensa aspirazione al “servizio per l'umanità” e l'attività artistica.
Però vedremo che solo per alcuni (pochi fra noi) sia possibile giungere all'identificazione con lo spirito senza percorrere gli stadi intermedi.

Quello alchemico è il mezzo più rapido messo a disposizione dell'essere umano per conseguire la realizzazione interiore e approdare alla serenità.
Per intraprendere questo viaggio vi occorrono solo una buona dose di volontà e la disponibilità a lasciarvi sopraffare dall'amore.
L'arte regale si fonda proprio su queste due qualità: ferma Volontà e Amore compassionevole.

Qui si tratta di lavorare come scienziati,trasformando se stessi cellula dopo cellula.

Per quanto una Via possa risultare valida in se stessa, resta però il fatto che la luce entrerà in voi solo nella misura in cui lascerete la finestra aperta.

PARTE PRIMA

L'alchimia è una delle vie che portano al Risveglio della coscienza

Questo corso è adatto a chi ha il coraggio di intraprendere il sentiero di trasformazione interiore

Le idee che esporremo durante il corso accelerano l'espansione della coscienza

Chi non è intenzionato a svolgere un lavoro PRATICO su se stessi non è adatto a questo corso.


Quale è lo scopo di un corso di Alchimia?

L'obiettivo del praticante di Alchimia consiste principalmente nella progressiva apertura del cuore. Aprendo il cuore entriamo in una nuova dimensione della coscienza, detta risveglio, che ci consente di scorgere la realtà oltre l'illusione.

Questo fa si che veniamo proiettati in uno stato di benessere costante, non più dipendente dalle situazioni del mondo esterno.

Tale stato viene di norma definito “illuminazione” o “risveglio”.

Una intelligenza più acuta, una straordinaria creatività e l'Immortalità sono gli effetti collaterali del risveglio dell'essere umano.

NESSUNO PUO' SVEGLIARCI

Il lavoro di risveglio della coscienza è un'opera di trasmutazione alchemica che ognuno di noi deve compiere all'interno di se stesso prendendo su di se la responsabilità del cammino intrapreso. Nessun istruttore o maestro può fare il lavoro al posto nostro. Dobbiamo conquistare ogni passo verso la consapevolezza lavorando ogni giorno su noi stessi.

Il risveglio avviene in virtù di una consapevolezza sempre maggiore di ciò che siamo, una consapevolezza conquistata giorno dopo giorno grazie a una costante osservazione di noi, cioè dei nostri comportamenti e meccanismi inconsci.

Proprio l'osservazione rappresenta il cardine del lavoro.

NON CREDERE A NULLA

E' meglio non credere a nulla di quanto ci viene detto. Prendiamo ogni concetto come ipotesi di lavoro, sperimentiamo nella pratica e poi vediamo se tali insegnamenti sono utili oppure no. La credenza cieca non è mai un buon atteggiamento


UN LAVORO SCIENTIFICO

Il lavoro di risveglio della coscienza è scientifico, metodico, rigoroso, preciso. Non si tratta di credere per fede bensì di apprendere e poi sperimentare su di sé.

L'alchimia non si limita ad accrescere le conoscenze intellettuali dell'individuo ma lo porta a una trasformazione radicale di sé, dell'Io il che gli consente di accedere a verità di ordine superiore a quello intellettuale.

La scienza come è comunemente intesa non permette l'accesso a tali verità in quanto è fondata sulla separazione tra sperimentatore e realtà sperimentata.

Lo sperimentatore è sempre anche oggetto dell'esperimento. Il laboratorio, l'officina alkemica è la sua stessa personalità. Solo procedendo in questo modo si ottiene l'autentica scienza intesa nel suo significato originale di saggezza , ossia capacità di comprendere interamente e intuitivamente il senso dell'Universo

Per fare un buon lavoro dobbiamo innanzitutto conoscere le leggi che governano il funzionamento interno dell'essere umano e le leggi che regolano l'Universo (Microcosmo e Macrocosmo)

Diceva Ermete Trismegisto “ Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto come ciò che è in basso”

Questo corso ha lo scopo di illustrare le principali leggi psicologiche che agiscono nella nostra vitae fornire al contempo gli strumenti pratici affinchè il partecipante possa compiere da solo e secondo i suoi ritmi un progressivo lavoro di risveglio – l'apertura del cuore.


Tu stai dormendo e soffri perchè non stai vedendo la realtà,

vivi in una realtà di sogno”


I nostri corpi sono stati progettati per dormire, non per svegliarci,

per questo dobbiamo andare contro natura"


da "Officina Alkemica" di Salvatore Brizzi

CONTINUA


sabato 15 gennaio 2011

AFORISMI VEGETARIANI




"Adesso posso guardarti in pace.

Non ti mangio più.

Franz kafka

guardando una mucca

negli occhi."


"Verrà il giorno

in cui l’uomo

non dovrà più

uccidere per mangiare…"

-Leonardo da Vinci-


"L’uomo

è l’unico animale

che arrossisce,

ma anche l’unico

che ne ha bisogno."


-Mark Twain-


"Le atrocità

non sono meno atrocità

quando avvengono nei laboratori

e sono chiamate

ricerca medica."

-G.B Shaw-



"Chi non ha mai posseduto un cane,

non può sapere che

cosa significhi

essere amato."

-Schopenhauer-


"Quella che chiamiamo eufemisticamente“carne”

sono in verità pezzi di cadaveri,

di animali morti,

morti ammazzati.

Perché fare del proprio stomaco

un cimitero?"

-Tiziano Terzani-


"Il vegetarianesimo non è soltanto

una lotta contro le barbarie,

ma il primo gradino

di un progresso spirituale."

-Lev Nikolaevic Tolstoj-


"Il nostro prossimo

è tutto ciò

che vive."

-Gandhi-



"Auschwitz inizia

quando si guarda a un mattatoio

e si pensa:

sono soltanto animali."


-Theodor Wiesengrund

Adorno.filosofo-


"Gli animali sono miei amici…

e io non mangio

i miei amici."

-George Bernard Shaw-


"E’ più importante impedire

a una bestia di soffrire,

piuttosto che restare seduti a contemplare

i mali dell’universo

pregando in compagnia dei

sacerdoti."

-Buddha-



"Nulla darà la possibilità di

sopravvivenza sulla terra

quanto l’evoluzione

verso una dieta vegetariana."

-Albert Einstein-


"Quando a tavola

ci si trova davanti ad una bistecca,

non si pensa che quella parte

apparteneva a un animale

da accarezzare ,da amare…"

-Prof Umberto Veronesi-



"L’empatia per il più piccolo degli animali

è una delle più nobili virtù

che un uomo può ricevere in dono."

-Charles Robert Darwin-


"Qualsiasi cosa un uomo faccia

agli animali,

gli verrà ripagato

con la stessa moneta."

-Pitagora-



"Prendi posizione.

la neutralità favorisce sempre l’oppressore,

non la vittima.

Il silenzio incoraggia sempre il torturatore,

non il torturato."

-Elie Wiesel-


"Tutti gli esseri tremano

di fronte alla violenza

Tutti temono

la Morte.

Tutti amano la vita"

-Buddha-

martedì 11 gennaio 2011

NECESSARIA PRESA DI COSCIENZA




I primi concetti educativi, la scuola, le tradizioni e tutte le informazioni che ci vengono sparate a raffica dalla società in cui viviamo, innestano in noi usi e consuetudini talmente radicate, da farle diventare delle verità serrate e indiscusse che, troppo spesso, influenzano inconsapevolmente e sistematicamente pensieri e scelte quotidiane. Tutti questi "ovvi" e "solidi" luoghi comuni, riescono a radicarsi in noi così profondamente che, quando incontriamo concetti e informazioni completamente contrastanti, facciamo spesso una naturale opposizione persino a prenderle in considerazione.

In una comunità di cannibali, è "normale" mangiare essere umani, così come in Cina è "normale" allevare, macellare e mangiare i cani, allo stesso modo come è altrettanto "normale" in Occidente allevare, macellare e mangiare mucche, pecore, conigli, maiali, struzzi, ecc.. Quelle normalità all'interno delle loro proprie appartenenze di cultura e pensiero, stravolgono completamente il senso della parola "normale" quando un occidentale si ritrova a scontrarsi con l'idea di doversi mangiare il cane che considera il suo migliore amico.

Se affermassi che, cannibali, cinesi e occidentali, in sostanza, si nutrono di "cadaveri", suonerebbe come qualcosa di difficile da digerire per come siamo abituati o ci hanno abituato a chiamare le cose eppure, è esattamente così.

L'uomo, che è fondamentalmente un "frugivoro", ossia predisposto ad un'alimentazione a base di frutta, verdura e semi, ha aberrato e diffuso le sue abitudini alimentari con usanze e tradizioni che ne hanno degenerato completamente la salute e l'evoluzione ad ogni livello. Questa alterazione di adattamento, non fa di lui un "onnivoro" solo perché mangia di tutto come ci hanno insegnato e fatto credere fino a diventare un "ovvio" luogo comune, allo stesso modo come i gabbiani che si nutrono in una di quelle discariche puzzolenti di rifiuti lontani dal mare, non sono dei "rifiutivori". Entrambi, si sono semplicemente adattati a mangiare ciò che avevano di fronte e alterando le loro primordiali esigenze alimentari, hanno alterato anche il loro metabolismo degenerando, di conseguenza, in salute e in bellezza rispetto alla loro natura originaria.

La dannosità della carne per l’uomo è ormai comprovata e abbondantemente documentata dai canali della medicina ufficiale e anche se i mezzi di informazione sono sotto il completo controllo dei poteri industriali che curano rigorosamente soltanto i loro interessi, è più che certo che la carne nuoce gravemente alla salute fisica, psichica e spirituale dell’ uomo. Nel nostro organismo l’intestino ha una lunghezza pari a circa 12 volte quella del tronco, ben 4 volte più lungo dei carnivori. Questa lunghezza non ci permette di evitare l’assorbimento delle tossine sprigionate dalla carne, al contrario dei carnivori che digeriscono prima che le tossine si sprigionino, proprio grazie al loro intestino. Le tossine insieme ai depositi di acidi iurici nei tessuti sono tra le principali cause di malattie cardiovascolari, tumori, diabeti, ipertensioni, infarti, artrosi, artrite nell’uomo. Oltre all’anatomia comparata che documenta e comprova tutto questo, ci sono da aggiungere le oltre 2000 sostanze chimiche che vengono somministrate agli animali da macello, che ne aumentano le nocività. Il solo debellare la carne dalla propria dieta alimentare porta ad un netto miglioramento delle proprie condizioni fisiche e psicologiche nel giro di un paio di settimane.

Ci sono ragioni economiche (vere motivazioni) che consentono la commercializzazione della carne nonostante la nocività per l’uomo e incentivano il massacro di così tanti esseri viventi; le stesse ragioni che fanno dello Stato monopolio della vendita dei tabacchi.

Quando gli effetti della carne si fanno sentire, invece di togliere sostanze estranee al corpo, siamo abituati ad aggiungerne altre con i farmaci; sostanze tossiche che eliminando i sintomi danno solo un apparente stato di buona salute che non ha nulla a che vedere con il vero stato di buona salute psicofisica . E’ assolutamente necessario sapere che oltre alle industrie della carne che direzionano le scelte politiche, che promuovono e incentivano questo olocausto, ci sono anche società farmaceutiche che con i loro affari multimiliardari tengono in piedi questo sistema speculando sugli effetti e le conseguenze di questa spirale discendente dell’umanità.

Gli allevamenti odierni sono diventati dei veri e propri lager. Le condizioni di vita di questi esseri viventi senzienti sono deplorevoli e meschine se solo pensiamo che vengono costretti a vivere in spazi ridotti, allevati al solo scopo di essere uccisi, imbottiti di farmaci fin prima della nascita per la condizione innaturale in cui si ritroveranno infelicemente a vivere che è la principale causa di molte delle loro malattie. Vengono imbottiti di ormoni per la crescita e di sostanze chimiche che servono a rendere la loro carne rossa, appetibile e facilmente commercializzabile grazie alla stragrande maggioranza dei consumatori occidentali sempre più sensibili all’involucro che alla sostanza delle cose. L’essere sani e in buona salute è considerato oggi un privilegio di pochi ma come potrebbe essere altrimenti quando è stato alterato uno dei fondamenti dell’equilibrio biologico, come il processo naturale della catena alimentare.

Ma il vero male, la vera piaga di questa realtà va ben oltre il nuoce gravemente alla nostra salute, dato che nuoce ancor più gravemente alla salute di tutti gli altri esseri viventi e dell’intero pianeta. Tanto per avere soltanto un’idea oltre l’80% della produzione di grano viene utilizzato e sfruttato per l’alimentazione degli animali da macello. Per ricavare un solo kg di carne ci vogliono ben 16kg di grano. Questo è un dispendio delle risorse alimentari sciagurato e intollerabile. È stato calcolato che se i terreni della terra fossero coltivati per la produzione di cibi vegetariani, ci sarebbe cibo sufficiente a sfamare 20 miliardi di abitanti, altro che fame nel mondo; e mentre il mondo occidentale continua a sfruttare da solo i 2/3 delle risorse dell’intero pianeta, il resto del mondo deve accontentarsi degli avanzi e delle briciole. Se le mucche fossero lasciate libere di pascolare, si avrebbe una produzione di formaggi, latte di burro e per ogni genere di cibo in grandissima quantità e con un altissimo valore nutrizionale se si tiene conto che la produzione di latte e i suoi derivati è così tanta da indurre i governi da immagazzinarla e persino a distruggerla al punto da multare gli allevatori che vanno oltre una certa quantità di produzione solo per mantenere i prezzi che favoriscono le multinazionali di questi prodotti e della carne. Non è assolutamente vero che si vuole fare completamente qualcosa per risolvere la fame nel mondo.

Se dunque il consumo della carne per il ricco oltre a danneggiarne la salute significa la fame per il povero, come potremmo mai pensare di non esserne responsabili, come si può rimanere indifferenti quando solo in america vengono massacrati 140 milioni di mammiferi e 3 miliardi di volatili?


Qual'è la differenza tra l'olocausto che ha generato l’orrore con hitler e l’immane sofferenza che devono subire degli esseri viventi senzienti che ogni giorno vengono colpiti con martelli, fucili, vengono sgozzati e fatti a pezzi mentre sono ancora vivi. Tutto questo strazio causato solo dalla crudeltà umana non può essere cancellato occultando o distorcendo la verità e le tragiche conseguenze le stiamo già pagando con gli interessi senza nemmeno rendercene conto.

Quello che molti ignorano del tutto, è che le cellule trasmettono la loro memoria le une con le altre attraverso le vibrazioni delle loro oscillazioni. Nella memoria delle cellule degli animali uccisi al macello, sono contenuti dolore, paura, disperazione, risentimento, odio, morte, queste emozioni negative vengono esasperate al momento della morte dell'organismo e conservandosi per un certo periodo anche dopo la loro morte, trasmettono queste emozioni in chi se ne nutre, generando parte dell'aggressività e della violenza attuali.

Dolore genera dolore, violenza genera violenza e morte genera morte, in ogni condizione e forma dell'esistenza
L'insensibilità e la totale indifferenza dell'uomo di questo tempo, è uno dei più tangibili riscontri sul reale stato "involutivo" della sua esistenza. Come qualcuno ha detto, in futuro ci sarà un documentario che racconterà di quando l'uomo si cibava ancora di animali e l'essere ignaro degli effetti e le conseguenze, lo rendevano comunque carnefice ed ugualmente responsabile con il suo tacito consenso e la sua noncuranza!


Sta a noi e a noi soltanto fare ciascuno la propria parte affinché quel tempo, non sia troppo lontano.
Se vogliamo veramente che le cose comincino davvero a cambiare, dobbiamo necessariamente cambiarle cominciando con il riflettere molto più attentamente e sinceramente sulle scelte della nostra vita e sul nostro modo di considerare l'esistenza. E' vero che ognuno ha il diritto di fare le sue scelte nella massima libertà, ma è altrettanto vero che ha anche il dovere di riconsiderare ogni cosa quando quelle scelte, direttamente o indirettamente, causano del male a chi è più debole. Non si tratta soltanto di astenersi da un male così grande che, in ogni caso, si ripercuote sempre e comunque su noi stessi, ma di fermarsi a riflettere, sinceramente, nella presa di coscienza di un momento della nostra esistenza per "sentire" quell'urlo straziante del resto del mondo,

soffocato dal nostro egoismo e dalla nostra indifferenza che ha bisogno della stessa comprensione e compassione di cui anche noi abbiamo bisogno per essere perdonati di tanto male e per trovare il coraggio di fare quelle scelte radicali che possono solo avere un effetto costruttivo e meraviglioso su noi stessi e sull'intera umanità .

Al di là del rovinarsi la salute e del danno ecologico, nutrirsi nel rispetto degli altri esseri viventi e della natura, è solo una questione di amore.







giovedì 6 gennaio 2011

DIO ESISTE?

Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:

“Dio creò tutto quello che esiste?“

Un alunno rispose con coraggio: ”Sì, Lui creò tutto…“

“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.

Sì signore, rispose il giovane.

Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”

Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”

“Logico”, fu la risposta del professore.

Il giovane si alzò e chiese: ”Professore, il freddo esiste?”

“Però! Che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”

Il ragazzo rispose: “In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore.

E ditemi, esiste l’oscurità?”, continuò lo studente.

Il professore rispose: “Esiste”.

Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità,

in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!… Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio. L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”.

Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”

E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”

Lo studente rispose: “Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male... Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.

Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?” La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.

Dio è una realtà "non tangibile" ma abita nel nostro cuore.

Impariamo ad ascoltarlo

martedì 4 gennaio 2011

PARABOLA DI LUCE

La piccola Anima e il Sole
- Non avere paura del buio, ti aiuterà a
trovare la luce
C'era una volta,
in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima
che disse a Dio: "Io so chi sono!"
"Ma
e' meraviglioso! E dimmi, chi sei?" chiese il Creatore.

"Sono la Luce!"
Il volto di Dio si illumino' di un grande sorriso.
"E' proprio vero! Tu sei la Luce."

La Piccola Anima si senti' tanto felice, perche' aveva finalmente
scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero
dovuto immaginare.
"Oh", mormoro', "e' davvero fantastico!"

Ben presto pero', sapere chi era non fu piu' sufficiente.
Sentiva crescere dentro di se' una certa agitazione,
perche' voleva essere cio' che era.
Torno' quindi da Dio (un'idea niente male per chiunque desideri
essere Chi E' in Realta') e, dopo aver esordito con un:
"Ciao, Dio!" domando': "Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?"

E Lui rispose: "Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Gia'?"
"Beh, una cosa e' saperlo, ma quanto a esserlo veramente...
Insomma, io voglio capire come ci si sente nell'essere la Luce!"
"Ma tu sei la Luce", ripete' Dio, sorridendo di nuovo.
"Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!"
piagnucolo' la Piccola Anima.

"Eh, gia'" ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina,
"avrei dovuto immaginarmelo.
Hai sempre avuto un grande spirito d'avventura."
Poi cambio' espressione.
"Pero', pero'... C'e' un problemino.."
"Di che si tratta?"
"Ebbene, non c'e' altro che Luce. Vedi io ho creato solo cio' che sei e,
di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei,
perche' non c'e' niente che tu non sia."

"Ehh?" balbetto' la Piccola Anima,
che a quel punto faceva fatica a seguirlo.
"Mettiamola in questo modo", spiego' Dio. "Tu sei come una candela
nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi
di altre candele che tutte insieme lo rendono cio' che e'.
E il sole non sarebbe il Sole senza di te.
Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella...
perche' non risulterebbe altrettanto splendente.
E, dunque, la domanda e' questa:
Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne e' circondati ?"

"Ehi", protesto' la Piccola Anima, "il Creatore sei tu. Escogita una soluzione !"
Lui sorrise di nuovo. "L'ho gia' trovata", affermo'.
"Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce,
verrai sommerso dalle tenebre."

"E che cosa sarebbero queste tenebre"
"Sono cio' che tu non sei" fu la Sua risposta.
"Mi faranno paura?"
"Solo se sceglierai di lasciarti intimorire", lo tranquillizzo' Dio.
"In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu
a decidere altrimenti.
Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia."

"Ah, se e' cosi'..." fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.

Poi Dio prosegui' spiegando che si arriva alla percezione delle cose
quando ci appare il loro esatto opposto.
"E questa e' una vera benedizione", affermo', "perche', se cosi' non fosse,
tu non riusciresti a distinguerle.

Non capiresti che cos'e' il Caldo senza il Freddo, ne' che cos'e'
Su se non ci fosse Giu', ne' Veloce senza Lento.
Non sapresti che cos'e' la Destra in mancanza della Sinistra,
e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero La' e Poi.
Percio' - concluse - quando le tenebre saranno ovunque,
non dovrai agitare i pugni e maledirle.
Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera.
Allora saprai Chi Sei in Realta', e anche tutti gli altri lo sapranno.
Fa' che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque
quanto sei speciale!"

"Intendi dire che non e' sbagliato fare in modo che gli altri
capiscano il mio valore?" chiese la Piccola Anima.
"Ma naturalmente!" ridacchio' Dio.
"E' sicuramente un bene! Rammenta, pero', che
non significa migliore.

Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio!
Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che e' buona cosa
esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu."

"Davvero?" esclamo' la Piccola Anima danzando,
saltellando e ridendo di gioia.
"Posso essere speciale quanto voglio?"
"Oh, si, e puoi iniziare fin da ora", rispose il Creatore
che danzava, saltellava e rideva a Sua volta.

"In che modo ti va di esserlo?"
"In che modo? Non capisco."
"Beh", suggeri' Dio, "essere la Luce non ha altri significati,
ma l'essere speciali puo' essere interpretato in vari modi.
Lo si e' quando si e' teneri, o quando si e' gentili, o creativi.
E ancora, si e' speciali quando ci si dimostra pazienti.
Ti vengono in mente altri esempi?"

La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere.
"Ne ho trovati un sacco!" esclamo' infine.
"Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi
da buoni amici.
Essere premurosi nei confronti del prossimo.
Ecco, questi sono modi per essere speciali!".

"Si!" ammise Dio, "e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi
altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento.
Ecco che cosa significa essere la Luce."

"So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!" annuncio' la Piccola Anima
sprizzando felicita' da tutti i pori.
E ho deciso che scegliero' quella parte che viene chiamata Indulgenza.
.
Non e' forse speciale essere indulgenti?
"Oh, certo", assicuro' Dio. "E' molto speciale."

"Va bene, e' proprio quello che voglio essere.
Voglio saper perdonare.
Voglio Fare Esperienza in questo modo."

"C'e' una cosa pero' che dovresti sapere."

La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza.
Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione.
"Che c'e' ancora?" ribatte' con un sospiro.
"Non c'e' nessuno da perdonare", disse Dio.
Nessuno?" Era difficile credere a cio' che aveva appena udito.
"Nessuno", ripete' il Creatore. "Tutto cio' che ho creato e' perfetto.
Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno."

Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata
una grande folla.
Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno
perche' si era sparsa la voce di quella straordinaria
conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare.

Osservando le innumerevoli altre anime radunate li' intorno,
non pote' fare a meno di dare ragione al Creatore.
Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta.
Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce
che si sprigionava tutt'attorno, che la Piccola Anima
riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.

"Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?" torno' alla carica Dio.
"Accidenti, mi sa proprio che non mi divertiro'!
Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona.
Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso."

La Piccola Anima capi', in quel momento, che cosa di prova
a essere tristi.

Ma un'Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse:
"Non te la prendere, io ti aiutero'."
"Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?"
"Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!"
"Tu puoi..."
"Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa
che ti consentira' di dimostrare la tua indulgenza."

"Ma perche'? Per quale motivo?" chiese la Piccola Anima.
"Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocita'
cosi' grande da creare una Luce tanto splendente
da impedirmi quasi di guardarti!
Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni
fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te
-che sei in grado di danzare in cima alle stelle
e viaggiare per il Regno alla velocita' del pensiero-
a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere
questo atto malvagio?"

"E' semplice", spiego' l'Anima Amica, "perche' ti voglio bene."
Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
"Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima.
Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?
Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io.
Nel corso di tutte le eta' del mondo e di ogni periodo storico,
abbiamo ballato.
Abbiamo giocato per tutto l'arco del tempo e in molti luoghi.
Solo che non te ne rammenti.

"Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu',
la Sinistra e la Destra, il Qui e il La', l'Adesso e il Poi;
e anche maschio e femmina, bene e male:
siamo ambedue stati la vittima e l'oppressore.
Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato;
e ognuno ha offerto all'altro l'esatta e perfetta opportunita'
di Esprimersi e di Fare Esperienza di Cio' che Siamo in Realta'."

"E quindi", continuo' a spiegare l'Anima Amica,
"io verro' nella tua prossima vita e, questa volta, saro' il cattivo .
Commentero' nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile,
e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni
di Colui Che Perdona".

"Ma che cosa farai", domando' la Piccola Anima,
leggermente a disagio, "da risultare tanto tremendo?"
"Oh", rispose l'Anima Amica strizzando l'occhio,
"ci faremo venire qualche bella idea".

Poi soggiunse a voce bassa:
"Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa".
"E quale sarebbe?"
"Dovro' diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare
a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa.
Mi tocchera' fingere di essere cio' che non sono.
E quindi, ti chiedo in cambio un favore."

"Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!" grido' la Piccola Anima,
che intanto ballava e cantava.
"Riusciro' a perdonare, riusciro' a perdonare!"
Poi si rese conto del silenzio dell'Anima Amica e allora chiese:
"Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo,
sei cosi' disponibile ad accontentarmi!"

"E' naturale che sia un angelo!" li interruppe Dio.
"Ognuno di voi lo e'! E rammentatelo sempre:
Io vi ho mandato solo angeli."

A quel punto la Piccola Anima senti' ancora piu' forte il desiderio
di esaudire la richiesta e chiese di nuovo:
"Che cosa posso fare per te?"
"Quando ti colpiro' e ti maltrattero', nell'attimo in cui commettero'
la cosa peggiore che tu possa immaginare,
in quello stesso istante ..."

"Si? Si..."
"Dovrai rammentare Chi Sono in Realta'", concluse l'Anima Amica
gravemente.
"Oh, ma lo faro'!" esclamo' la Piccola Anima, "lo prometto!
Ti ricordero' sempre cosi' come sei qui, in questo momento!"

"Bene", commento' l'Anima Amica, "perche', vedi, dopo che
avro' finto con tanta fatica, avro' dimenticato chi sono.
E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo
per un sacco di tempo.
Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare
Chi Sei, e saremo perduti entrambi.
E allora avremmo bisogno di un'altra anima che venisse
in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo."

"No, questo non accadra'!" promise la Piccola Anima.
"Io ti ricordero'! E ti ringraziero' per avermi fatto questo dono:
l'opportunita' di provare Chi Sono."

Quindi, l'accordo fu fatto.
E la Piccola Anima ando' verso una nuova vita,
felice di essere la Luce e raggiante per la parte
che aveva conquistato, la Capacita' di Perdonare.

Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare
questa esperienza per ringraziare l'anima che
con il suo amore l'aveva resa possibile.

E in tutti gli istanti di quella nuova vita,
ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare
gioia o tristezza -specialmente tristezza-
ricordava quello che aveva detto Dio.

"Rammentatelo sempre",
aveva affermato con un sorriso,
"Io vi ho mandato solo angeli".



Autore: Neale Donald Walsh