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mercoledì 9 luglio 2014

L'ARTE DI CHIEDERE SCUSA


Non tutti sono capaci di chiedere scusa quando sbagliano: ma quasi sempre, è il modo migliore per mettere fine a un conflitto.

Se i litigi sono tanto naturali quanto comuni in ogni relazione umana, che sia di natura amorosa, di amicizia, parentale, meno naturale e meno ovvio è il momento delle scuse: eppure, ogni conflitto si può dire chiuso solo quando chi ha sbagliato dimostra vero pentimento, e soprattutto lo sa ammettere. 


Pensateci: quante volte capita che un dettaglio, un piccolo errore di percorso (e capita spesso tra fidanzati) si trasformi da un nonnulla ad una grande, enorme, questione di principio? Quante volte ci fa arrabbiare da morire non tanto il fatto in sé, quanto l'incapacità dell'altro di riconoscere l'errore e chiedere scusa? Spesso ci si intestardisce, ci si impunta solo perché si esige un 'mi dispiace', e sembra che costi così poco da non capire perché non riusciamo ad ottenerelo! 

E invece no, per alcuni è davvero difficilissimo ammettere un errore! 

Se parliamo di conflitti e perdono, possiamo raggruppare tre tipi di persone: quelli che riconoscono i propri sbagli, quelli che non vedono mai il proprio errore a meno ché non gli venga schiaffato in faccia, e quelli che, pur sapendo di essere in torto, non riescono a chiedere scusa. 

Il fatto è che scusarsi viene interpretato troppo sovente come un atto di sottomissione, di debolezza. Si teme di dimostrarsi subordinati, e quindi si continua per la propria strada, veloci come un treno, pur di non cedere all'umiliazione di aver torto. Ma in realtà, è l'esatto contrario! La capacità di auto-analizzarsi, di riconoscere i propri sbagli, e infine di saper chiedere perdono alla persona offesa è un atto di grandissima maturità!

Dimostra carattere, coraggio, personalità e senso della giustizia. La capacità di chiedere scusa è propria delle persone sicure di sé, che non temono di 'abbassarsi' e umiliarsi, ma al contrario sono sicure di poter migliorare e non ripetere l'errore. 

Certo esistono momenti e modi adatti, non basta ripetere come un pappagallo 'scusa-mi dispiace-ho sbagliato' per venire assolti. Ad esempio, le scuse palesate quando si è ancora in pieno conflitto, odorano di menzogna: quando si è troppo arrabbiati, è difficile fare auto-analisi, perciò un fidanzato, un amico, un collega che nel mezzo della lite chiede in automatico 'scusa' è poco credibile. Suona semplicemente come una tiritera imparata a memoria per gettare acqua sul fuoco. Quindi non ritenetevi soddisfatte quando ricevete delle scuse in piena guerra: è solo un'arma per calmarvi. 

Le scuse sincere sono la conseguenza di una riflessione, di uno scambio di opinioni profondo: occorre che provengano dritte dritte dal cuore, e che siano passate per cervello e bocca dopo aver fatto svariati giri 'di campo'. Non ci sono tempi specifici ovviamente, dipende dalla gravità del conflitto, dalla disponibilità della persona offesa ad ascoltarci, dalla voglia di ricucire lo strappo, dal tipo di rapporto. 
Fatto sta che serve calma, riflessione, tranquillità e soprattutto sincerità. 

Altra regola del perfetto pentito: non minimizzare la propria colpa, non cercare di giustificarsi, non cercare scappatoie. Ancora più irritante di non ricevere delle scuse, è riceverle 'con riserbo'. Se avete sbagliato, avete sbagliato, punto.

Le attenuanti sicuramente possono esserci, ma magari il momento di sfoderarle è un altro, successivo alla richiesta di perdono almeno. Certo questo vale per chi sa di aver sbagliato, ma se invece credete di essere stati incolpati di una cosa di cui non avevate il controllo, o comunque per cui ci sono validissime discriminanti, allora è il caso di difendersi dalle accuse. Magari chiedendo scusa per ciò che vi riguarda, ma estraniandovi dalla colpa assoluta. 

Tuttavia se sapete di aver sbagliato, riconoscete l'errore e sapete di aver ferito qualcuno che amate, le giustificazioni sono assolutamente out: alla persona che avete davanti potrebbe uscire del fumo dalle orecchie...

 Insomma, va bene chiarire, spiegare cosa vi ha spinto ad avere quel comportamento, ma non esagerate con la vostra difesa, o provocherete un ulteriore litigio!

Dopotutto quando i conflitti si lasciano smorzare nell'indifferenza, nel silenzio, magari ritornando in buoni rapporti per quieto vivere, ma senza avere davvero chiarito, spesso succede che ci si trascina dietro il rancore.
E il rancore è un sentimento davvero difficile da debellare, che indebolisce qualsiasi rapporto: per prevenirlo, basta un sincero, sentito, chiaro e forte: mi dispiace ho sbagliato! 

Articolo di T.G. reperito dalla rete

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