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martedì 22 febbraio 2011

Il punto di vista del PIN (Partito Italia Nuova)


Tutto ciò che noi chiamiamo Stato (participio passato del verbo ESSERE) si alimenta del nostro PASSATO (ciò che è STATO) non ciò che E’ ADESSO NEL PRESENTE.

Lo Stato come entità a SE’ esiste perché ciascun NOI lo fa Esistere.

Nonostante molti non siano CONTENTI dello Stato, continuano ad ALIMENTARLO.

Cosa è lo STATO? Sembra essere un’entità ASTRATTA, di cui non si conosce l’origine, se non la sua esistenza nel PASSATO, che, per una ragione SCONOSCIUTA, si NUTRE delle RISORSE di ciascuno senza una RAGIONE PRECISA. E NON SI SA CHI VERAMENTE LO GOVERNI.

Lo STATO ITALIANO MODERNO fonda le sue radici nel 1946 e le consolida nel gennaio del 1948 con la Costituzione. Una Costituzione che parla di uno STATO Passato, che non è quello di ciascuno nel PRESENTE.

In particolare nella Costituzione (la Legge più IMPORTANTE, sopra tutte le LEGGI) sono scritti principi che non ESISTONO nella REALTA’. Erano principi che avevano il compito di far sognare una generazione drammaticamente segnata dalla Guerra, che aveva bisogno di speranze per tirarsi sU, per guardare oltre.

Quel tempo non c’è più. Non è questo tempo. Le esigenze non sono più quelle. Ogni cosa è ciclica, ogni cosa nella VITA CAMBIA.

Perché questo “Status quo” non si MODIFICA, non CAMBIA?

Perché nella REALTA’ ogni NOI VUOLE che SIA COME E’.

Potrà cambiare? Certo. Solo se lo si DESIDERA. Cambierà immediatamente appena ogni IO deciderà che ne preferisce un altro.

Fino ad allora sarà solo un’illusione. Un continuo gioco di prestigio e di specchi nel quale saremo sempre più confusi e senza energia. Quella Energia è tutta assorbita per fare in modo che QUESTO STATO delle cose possa esistere. LO STATO SI NUTRE attraverso ciascuno.

Come cambia? Un modo autentico di cambiare è pensare ad un Nuovo Concetto di organizzazione sociale. Una Nuova Costituzione, un nuovo modello istituzionale e fiscale che sia condiviso solo perché ciascuno SENTE che potrebbe in quel modo stare MEGLIO.

Un modo per NUTRIRE lo STATO e farlo esistere per come è adesso sono le ELEZIONI e il PRELIEVO FISCALE diretto (dipendenti) o volontario (aziende ed autonomi).

Le Elezioni sono il momento di MASSIMA conferma che lo STATO così COME E’ ADESSO CI PIACE. Infatti nessun partito che si presenti alle Elezioni propone uno STATO NUOVO, tutti propongono il MANTENIMENTO DELLO STATUS QUO, salvo parlare di “RIFORMARE” ciò che DEVE PER FORZA ESISTERE .

Ma se io vivo in un appartamento al settimo piano di un palazzo e DESIDERO UN GIARDINO, posso cambiare il colore alle pareti, posso buttare giù i muri, posso cambiare i mobili, ma non avrò MAI UN GIARDINO. Continuerò solo ad ingannare me stesso. Non sarò mai contento fino a quando non deciderò che in quella casa non sono più felice e ne voglio un’altra.

Lo STATO si NUTRE e si ALIMENTA per ESISTERE delle energie di CIASCUNO sotto forma di TASSE, che PRETENDE con LA DICHIARAZIONE (per il dipendente la fa l’azienda ma lui dichiara comunque). Una DICHIARAZIONE DI QUANTO VALI! In CAMBIO LO STATO non DICHIARA NULLA. Non prende nessun impegno PRECISO E REALE.

Lo Stato scrive delle Leggi che sono solo enunciati: vado in OSPEDALE e metto già in conto che il servizio è scadente, voglio GIUSTIZIA per me, la mia famiglia, i miei figli, la mia azienda e so già in partenza che NON LA OTTERRO’ se non tra 10 anni dovendo sostenere MIGLIAIA DI EURO DI SPESE che magari in quel momento non ho. Ho la speranza (non più la certezza) di andare in PENSIONE e non so se potrò sopravvivere con quello che avrò. Prendo il TRENO tutti i giorni per andare al lavoro e metto già in conto e mi rassegno che sarà affollato, sporco e in ritardo. Mando i miei figli all’Università consapevole che il LAVORO per come è il mercato in Italia, sarà difficile ottenerlo. Sono un’Azienda che aspetta il pagamento di una fattura di un cliente compresi gli Enti Pubblici che se non mi pagheranno, nonostante sia scaduta da oltre 6 mesi rischio il fallimento e mando all’aria il lavoro e i sacrifici di una vita. Dunque dov’è lo STATO in tutti questi casi e in molti altri della mia vita quotidiana?

SO GIA’ TUTTE QUESTE COSE, ma mi VA BENE lo STATO così come è sempre STATO. E non faccio davvero nulla per VIVERE in uno STATO NUOVO. MIGLIORE. Dove MIGLIORE significa: QUIMI SENTO BENE.

COME SI VIVE IN QUESTO NUOVO STATO?

QUI non ho BISOGNO DI PRETENDERE dall’organizzazione sociale qualcosa in cambio se non CIO’ CHE E’ STATO PATTUITO in modo CHIARO. Il resto me lo faccio da me e in collaborazione con chi VOGLIO IO. Chi si assume il POTERE decide per il BENE COMUNE, e in qualunque momento, se non mi va bene, attraverso la Carta di Identità elettronica vado al Bancomat, digito un codice e chiedo Nuove Elezioni. Ma chi COMANDA, sia autenticamente al servizio del CITTADINO E SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA’ SENZA COMPROMESSI.

QUI lo “Stato” fa solo alcune cose essenziali, le fa bene e in cambio riceve in modo chiaro il contributo di ciascuno il quale riceve in cambio un uguale servizio.

QUI LO STATO E’ UGUALE PER TUTTI, ma CIASCUNO è DIVERSO DA UN ALTRO. QUI NON SIAMO “TUTTI UGUALI” perché non E’ VERO

QUI si pagano 3000 euro all’ANNO in cambio di alcuni servizi precisi:

Giustizia: QUI un processo dura massimo 1 mese al più tardi 3 mesi lo STATO è lì pronto in ogni momento a tutelarmi. In ogni momento e velocemente. E’ un suo preciso OBBLIGO.

Sanità: QUI l’assistenza sanitaria è gratuita per tutti efficiente e ben organizzata sul modello degli standard privati che hanno dimostrato che E’ POSSIBILE e REALIZZABILE. Basta avere le idee chiare su CHE COSA si VUOLE.

Scuola e Università: QUI a scuola non si va “tanto per…..” si va per imparare, ma se qualcuno preferisce lavorare anche se è giovane lo potrà fare. Imparare l’arte e i mestieri in un Paese come il nostro fa la “differenza” per il futuro. A Scuola gli insegnanti incoraggiano e promuovono il talento degli alunni, cercano in ciascuno di individuare i punti di forza e indirizzandoli al meglio verso il loro futuro non solo riempiendoli di concetti astratti magari senza una vera motivazione. L’Università è un vero punto di arrivo e un vero punto di partenza per il futuro. Qui si fa ricerca, si approfondiscono gli studi e si fa molta pratica nella vita vera. E’ il tramite VERO tra la teoria e la REALTA’. Qui lo Stato è promotore efficace e reale del rapporto con il mondo produttivo.

Lavoro: QUI le Aziende pagano il 15% di imposte sui redditi, con un minimo di 15 mila euro. Per chi evade nessuno sconto, nessun condono, nessuna via d’uscita.La diminuzione del 35% degli oneri fiscali e previdenziali per le aziende garantisce un tasso di disoccupazione pressoché all’1%

Sicurezza e Difesa: QUI ho personale al mio servizio, efficiente preparato e ben equipaggiato pronto non solo a reprimere la violenza, ma soprattutto ad aiutare il cittadino nei momenti di difficoltà. QUI i soldati sono al Servizio della collettività nazionale e internazionale per difenderla dai soprusi, dalla violenza dell’uomo e della natura portando aiuto e sostegno e impiegando le armi solo in casi estremi e quando strettamente necessario per difendere la dignità umana.

Cultura e Turismo: Qui le persone non DICONO e PARLANO di Cultura, QUI le persone sanno che la CULTURA VIVE SOLO ATTRAVERSO DI LORO. Ecco perché vanno a Teatro, al Cinema, all’Opera, ai Musei, alle Mostre. Qui non è una cosa solo per pochi altrimenti TUTTI SANNO CHE LA CULTURA SPARISCE. Non è lo STATO che DEVE mantenere la CULTURA ma sono i CITTADINI stessi che la alimentano e la fanno crescere e prosperare nel tempo.

Infrastrutture: QUI ci sono strade, autostrade, collegamenti ferroviari, aerei e marittimi efficienti, all’avanguardia ed eccellenti sotto il profilo della tecnologia e del servizio offerto agli utenti. Ospedali, scuole, università, e luoghi di interesse pubblico puliti, accoglienti, disponibili alle esigenze di ciascun cittadino che ha contribuito alla loro realizzazione.

UTOPIA?

Cosa vuol dire UTOPIA? Vuol dire “…l’aver deciso per salvarsi dal RE che tutto quello che mi piace, che desidero e che mi fa stare bene, lo dico solo in TEORIA. Solo se penso che non esista nessun RE dal quale mi debbo salvare, ma solo IO sono RE di ME STESSO, posso realizzare tutto quel che autenticamente DESIDERO”.

UNA NUOVA COSTITUZIONE, REALE, che parli al PRESENTE, e di cui essere FIERI, nella VITA VERA.

SE NON SAREMO PIU’ DISPOSTI NELLA REALTA’ AD ALIMENTARE E NUTRIRE QUESTO STATO DI COSE, attraverso il SOLITO VOTO, attraverso le solite identiche dichiarazioni politiche, le solite identiche dichiarazioni pubbliche, i soliti identici propositi, e illusioni, tutto questo non potrà più ESISTERE e aprirà lo spazio ad un’Italia Nuova.

PREFERISCO continuare ad ILLUDERMI su quanto mi ha già DELUSO nel PASSATO oppure PENSARE di IMMAGINARE UN PRESENTE CHE MI FACCIA STARE MEGLIO, NELLA REALTA’, NELLA VITA VERA?

A MILANO E’ NATA L’ALTERNATIVA, DA MILANO PARTE LA RIVOLUZIONE ED E’ NATO UN NUOVO PUNTO DI VISTA. SE E’ ANCHE IL TUO. ADESSO PUOI FARLO ESISTERE NELLA REALTA’.

Di Armando Siri

giovedì 10 febbraio 2011

LA VIA DEL SERVIZIO

di Salvatore Brizzi

www.antipodiedizioni.com

http://officinaalkemica.altervista.org


Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Mt 5,14–16


È innanzitutto indispensabile comprendere che noi esseri umani, al pari di ogni altra creatura, non esistiamo “a caso” e non siamo liberi di fare ciò che vogliamo. L’orgoglio illuminista – che è servito a forgiare il nostro ego – ci ha portato a credere di poter dominare la nostra vita senza dover rendere conto di nulla a nessuno. Spazzando via la vecchia credenza nel Dio delle religioni abbiamo però anche abbandonato l’idea che l’Esistenza stessa possa essere pervasa di Intelligenza e stia seguendo un ben determinato Piano. In questa prospettiva l’intera vita di ognuno di noi rappresenterebbe solo una delle innumerevoli tessere dell’inconcepibile mosaico che è il Piano Divino.


Il Piano non può che riguardare il ritorno di ogni essere umano all’Uno. Il nostro allontanamento dalla Fonte è sempre stato illusorio, quindi ciò che il Piano prevede è semplicemente la cessazione dell’illusione della separazione in ognuno di noi. Allora capiremo di essere sempre stati l’Uno e che solo l’Uno esiste. Il nostro beneamato ego è in realtà solo un’appendice, un’escrescenza dell’Uno, destinata a soffrire nel momento in cui perde i contatti con quella Fonte.


La nostra completa realizzazione interiore coincide unicamente con la capacità di comprendere e di adeguarci a tale Piano. Possiamo anche esprimere il nostro libero arbitrio disinteressandoci alla missione che ci è propria, ma, al di fuori del Progetto del Grande Architetto, diventiamo schegge impazzite destinate a vivere soffrendo... e condannate a morire. L’essere umano vive nel patimento fino a quando non scopre cosa è venuto a fare su questo pianeta!


Ognuno di noi ha una sua «croce» da portare. Attraversando le sofferenze insite nella materia, strutturiamo la nostra anima, la tempriamo, la scolpiamo facendone scaturire delle qualità... e in tal modo evolviamo. Questa è la «croce». Al contempo, ci è data la possibilità di identificarci sempre di più con l’anima, assaporare la gioia del Regno dei Cieli e divenire autenticamente immortali.


Oltre a occuparci della nostra personale «croce», dovremmo assumerci la responsabilità di prendere su noi stessi parte del carico del mondo, contribuendo coscientemente, insieme ai nostri simili, alla realizzazione del Piano Divino. Questo si chiama Servizio. Nel Vangelo è scritto: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.” (Lc 9,23)

Rinnegare se stessi significa smettere di pensare ai mille problemi legati alla propria personalità egoica. Prendere la propria «croce» significa cessare di lamentarsi e di chiedere aiuto per la soluzione di questi problemi. Quando preghiamo Dio affinché ci aiuti a risolvere le nostre difficoltà con il partner, i soldi, il lavoro... ci stiamo rifiutando di prendere la nostra «croce». La vogliamo mettere sulle spalle di qualcun altro. Sulle Sue spalle.


Sempre nel Vangelo è scritto: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero.” (Mt 11,28–30)

Questo è un invito a partecipare al Piano Divino. Chi è affaticato e oppresso dai suoi crucci personali sarà ristorato in seguito alla decisione di dedicarsi interamente – di «sacrificarsi» (=farsi sacro) – a uno scopo superiore, quale può essere il portare aiuto all’umanità prigioniera dell’illusione. L’«eroe» è colui che non concentra più l’attenzione sulla soluzione dei suoi problemi quotidiani. Le difficoltà concernenti il denaro, il lavoro, la famiglia, i desideri personali... passano in secondo piano. Egli si dedica a un obbiettivo più elevato, uno scopo in grado di rapire la sua coscienza in Cielo ed evitare che resti abbagliato – e frenato – dagli affanni materiali. Il messaggio è: non lamentiamoci per i problemi relativi alla personalità, non mettiamoli al centro della nostra vita, non sprechiamo energie nel pensare ad essi. Dedichiamoci invece con tutta l’anima a servire il Piano Divino, cioè, in altre parole, troviamoci un obbiettivo conforme al risveglio planetario e seguiamolo. Non dobbiamo scoprire già oggi che cosa siamo venuti a fare, perché per alcuni di noi è ancora troppo difficile trovare la propria strada nel caos quotidiano; ciò che invece è indispensabile facciamo, se vogliamo metterci al Servizio, è entrare in uno stato d’animo di dedizione verso l’umanità, mettendo in secondo piano le nostre paure legate alla sopravvivenza del corpo. E questo, sì, possiamo farlo già a partire da oggi.


È sufficiente che prendiamo la ferma decisione di consacrarci al benessere degli altri perché il Fuoco inizi a discendere su di noi e a trasformarci. Grazie al Servizio si vive nella gioia, perché se il sacrificio è fatto con il Cuore non produce pesantezza, ma beatitudine.

La consacrazione al Servizio permette a tutte le nostre potenzialità di emergere. Quando i nostri talenti vengono “offerti”, o «sacrificati» (=fatti sacri), essi subiscono una clamorosa fioritura. Uno scrittore che scrive per il bene dell’umanità, anziché per il suo, diventa uno scrittore sempre più raffinato. Un cantante che canta per il bene del pubblico, anziché per il suo, diventa un cantante sempre più armonioso. Quando viviamo per il Servizio ogni giorno possono giungerci intuizioni nuove.

Se prendiamo oggi la risoluta decisione di dedicarci agli altri – perché sentiamo che fra noi e loro non c’è più distanza – con il tempo possiamo comprendere il reale motivo per cui siamo venuti sulla Terra, quale parte del Piano ci spetta... e allora diveniamo INARRESTABILI.

Siamo le spade nella roccia che aspettano di venir estratte da Dio.


Ma esiste un significato ancora più elevato e profondo per il termine Servizio.

Il sacrificio supremo è il sacrificio dell’ego, cioè il sacrificio di tutto ciò che crediamo di essere. Sto parlando del crollo dell’illusione di essere “qualcuno” di separato dall’Esistenza. Questo arrendersi completo della personalità fa sì che noi diveniamo canali perfetti dell’Uno. A quel punto non c’è più una mente che decide, spera, progetta, soffre... ma solo l’Uno che usa una mente per i suoi scopi. Questo è il Servizio più sublime, il Servizio dove il servitore è morto. Dobbiamo morire anche al desiderio di servire. Allora ogni nostra parola, ogni nostro respiro, sarà Servizio, perché sarà l’Uno stesso a compiere ogni azione attraverso un corpo di carne, non esistendo più un ego che insiste nel prendersi la paternità di tutte le azioni.


Per concludere, non posso evitare di ricordare che già adesso, in questo preciso istante, per quanto ciò possa apparire piuttosto strano, è sempre solo l’Uno che agisce attraverso di noi, poiché l’ego non è qualcosa che prima esiste e poi viene distrutto dai praticanti spirituali... l’ego non c’è mai stato, e non c’è nemmeno in questo momento. Pertanto già adesso, pur senza saperlo, noi siamo a pieno titolo nel Servizio... è solo che non ne abbiamo ancora assunto consapevolezza nella quotidianità.