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martedì 2 luglio 2013

TROVA LA LUCE E IL BUIO SCOMPARIRA'


Il buio generato dal sentirsi soli può essere contrastato direttamente. E' essenziale per ogni essere umano comprendere che esistono alcune cose fondamentali che non si possono cambiare. Questa è una: il buio, il sentirsi soli, oppure la paura dell'isolamento non si possono contrastare direttamente. Il motivo è che tutti questi fenomeni non esistono, sono semplicemente l'assenza di qualcosa, proprio come il buio è solo assenza di luce.

Puoi continuare a combattere contro l'oscurità per tutta la vita, senza successo, laddove la semplice fiammella di una candela è sufficiente a disperderla. Devi lavorare in funzione della luce, perché essa è positiva, esistenziale, ha un'esistenza autonoma. E con la comparsa della luce tutto ciò che era la sua assenza scompare automaticamente. Sentirsi soli è simile all'oscurità.
Tu non conosci la tua vera solitudine, non hai esperienza della bellezza dell'essere solo, della sua forza straordinaria, del suo potere. Nei dizionari isolamento e solitudine sono sinonimi, ma l'esistenza non dà retta ai vostri dizionari, e nessuno finora ha tentato di creare un dizionario esistenziale che non sia in contraddizione con l'esistenza.
L'isolamento è un'assenza, perché non conosci la tua solitudine: hai paura, ti senti solo, per cui ti aggrappi a qualcosa, a qualcuno, a una relazione, solo per tenerti stretta l'illusione di non essere solo; ma in fondo sai di esserlo, e ciò ti causa profonda sofferenza. Da un lato ti aggrappi a qualcosa che non esiste, che è solo una soluzione temporanea: una relazione, un'amicizia; e mentre sei in relazione ti crei una fragile illusione per dimenticare il tuo senso di isolamento.
Ma qui sta il problema: sebbene tu riesca a dimenticare la tua solitudine per un momento, già l'attimo dopo d'un tratto ti rendi conto che la relazione o l'amicizia non è nulla di duraturo. Ieri non conoscevi quest'uomo o questa donna, eravate due estranei; oggi siete amici, chissà cosa sarete domani. Domani potreste essere di nuovo estranei, e questo ti causa dolore.
L'illusione ti dona un sollievo momentaneo, ma non può creare una realtà capace di far svanire le tue paure. Argina la paura, per questo a livello superficiale ti senti bene... o perlomeno cerchi di sentirti bene, fingi con te stesso di stare bene: la relazione è fantastica, il partner è meraviglioso. Ma dietro l'illusione - e l'illusione è talmente sottile che ci puoi vedere attraverso - nel tuo cuore c'è un profondo dolore, perché il cuore sa benissimo che domani le cose potrebbero non essere le stesse... e non lo sono.
Tutte le tue esperienze ti dimostrano che le cose continuano a mutare. Nulla rimane stabile, non puoi aggrapparti a nulla in un mondo che muta. Volevi che la tua amicizia diventasse qualcosa di permanente, ma il tuo desiderio contrasta con la legge del mutamento, e tale legge non fa mai eccezioni: continua a fare quello che deve fare. Cambierà, tutto cambierà. Forse un giorno, alla lunga, comprenderai che è stato un bene che l'esistenza non ti abbia dato ascolto, che non si sia preoccupata di te e abbia fatto quello che voleva fare, qualunque cosa fosse, senza obbedire ai tuoi desideri.
Tale comprensione potrebbe richiederti un po' di tempo. Vorresti che l'amico di oggi rimanesse per sempre tuo amico, ma domani si trasformerà in un nemico, o si limiterà a dirti: "Me ne vado!", e non starà più con te; e qualcun altro,un essere di gran lunga superiore, andrà a riempire il posto vacante.
Allora all'improvviso comprendi che è stato un bene che l'altro se ne sia andato, altrimenti saresti ancora invischiato con lui. Eppure la lezione non è mai sufficiente a farti smettere di pretendere la continuità.
Ancora una volta ripeterai lo schema con questa nuova persona: adesso è lei che non deve cambiare. Non hai dunque appreso veramente la lezione che il mutamento è la sostanza di cui è fatta la vita: sarebbe utile che lo comprendessi e lo seguissi. Non crearti illusioni, non ti serviranno a nulla. Purtroppo tutti si creano illusioni di vario tipo.
(...)


Sto cercando di dire questo: ogni sforzo fatto in passato per sottrarsi alla solitudine è fallito, e continuerà a fallire, perché va contro le leggi fondamentali della vita. Ciò di cui hai bisogno non è qualcosa in cui dimenticare la tua solitudine, ciò di cui hai bisogno è la consapevolezza della tua solitudine, che è la realtà. Rendersene conto, farne l'esperienza, è bellissimo, perché rappresenta la tua libertà dalla massa, dagli altri. E' la libertà dalla paura di sentirsi soli.
E' sufficiente la parola "solitario" per ricordarti immediatamente che c'è una ferita, che hai bisogno di qualcosa per guarirla. C'è un vuoto che fa male, e occorre mettere qualcosa in quel vuoto. La parola "solitudine" non ha la medesima connotazione di ferita, di vuoto da riempire: solitudine significa semplicemente completezza. Sei compiuto, integro: non hai bisogno di un altro che ti completi.
Cerca dunque di trovare il tuo intimo centro interiore, dove sei sempre solo, e sei sempre stato solo. Nella vita, nella morte, dovunque tu sia sarai solo. La solitudine però è pienezza: non è vuota, è talmente piena e completa e traboccante del nettare della vita, delle sue bellezze e delle benedizioni dell'esistenza che dopo averla assaggiata il dolore nel cuore svanità, e al suo posto ci sarà una nuova armonia fatta di dolcezza straordinaria, e di pace, gioia e beatitudine.
Questo non vuol dire che una persona centrata nella propria solitudine, completa in se stessa, non possa avere amici. In realtà, solo quella persona può avere amici, perché per lei l'amicizia non è più un bisogno, ma solo una condivisione; hai talmente tanto che puoi condividerlo.
Nella condivisione non esiste più l'attaccamento; fluisci con l'esistenza, fluisci con il mutare della vita, perché non conta con chi condividi. Potrà essere la stessa persona anche domani - la stessa per tutta la vita - oppure potranno essere persone diverse. Non è un contratto, non è un matrimonio; è solo che ti senti talmente ricco che vuoi donare; quindi doni a chiunque si trovi accanto a te, e dare è una gioia incredibile.
Mendicare è così triste. Anche se ricevi qualcosa mendicando,rimarrai comunque infelice. Fa male, ferisce il tuo orgoglio, ferisce la tua integrità. Condividere invece ti rende più centrato, più integro, più orgoglioso; ma non in maniera egoistica, orgoglioso del semplice fatto che l'esistenza si sia mostrata tanto generosa con te. Non è Ego, è un fenomeno completamente diverso, un riconoscimento che l'esistenza ti ha concesso qualcosa che milioni di persone stanno inseguendo, ma attraverso la porta sbagliata. A te è capitato di essere davanti alla port giusta.
Sei orgoglioso della tua beatitudine e di tutto quello che l'esistenza ti ha donato. La paura scompare,il buio scompare, il dolore scompare, il desiderio dell'altro scompare. Puoi amare una persona, e se lei o lui ama un altro non ci sarà alcuna gelosia, perché il tuo amore è scaturito da una gioia straripante. Non era attaccamento, non tenevi l'altro rinchiuso in prigione, non ti angosciava l'idea che il tuo amato ti sfuggisse dalle mani, che iniziasse una relazione con qualcun altro. Quando condividi la tua gioia, non crei prigioni per nessuno: dai, semplicemente, non ti aspetti neppure un grazie o un riconoscimento, perché non dai per ottenere qualcosa, neppure gratitudine. Dai perché sei talmente pieno che lo devi fare.
Quindi non ti dirò di fare qualcosa per lenire il tuo senso di isolamento. Và alla ricerca della tua solitudine. Dimentica l'isolamento, dimentica il buio, dimentica il dolore; non sono che l'assenza della vera solitudine, e l'esperienza di tale solitudine li dissolverà all'istante. Il metodo è sempre lo stesso: osserva la tua mente, diventa semplicemente consapevole; diventa sempre più consapevole, finché non sarai consapevole che di te stesso. Quello è il punto in cui realizzi la tua solitudine.
Di fronte a quello che consideri un problema, di qualsiasi cosa si tratti, cerca sempre di scoprire se è una cosa negativa o positiva. Se è negativa, allora non combatterla, non preoccupartene per nulla: limitati a crecarne la controparte positiva e arriverai alla porta giusta. La maggior parte delle persone nel mondo intero non si realizza perché si mette a combattere direttamente con la porta negativa: lì non ci sono porte, c'è solo oscurità, c'è solo assenza. E più combatti,più incontri il fallimento; diventi sempre più depresso,più pessimista, e alla fine concludi che la vita non ha senso, che è solo una tortura. L'errore consiste nell'aver imboccato la porta sbagliata. Pertanto, prima di affrontare un problema, osservalo: è l'assenza di qualcosa? E la verità è che tutti i problemi sono l'assenza di qualcosa. Una volta che scopri qual'è la controparte positiva dell'assenza, ricercala. Nel momento in cui la trovi, avrai trovato la luce e il buio sarà scomparso.

Da : "Innamorarsi dell'Amore" di Osho


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